Stamattina, poco dopo le 10, lo Stretto di Messina ha accolto un’impresa che va ben oltre lo sport. Bracciata dopo bracciata, Ruggiero Giglio, 51 anni, ha attraversato a nuoto le acque che dividono Sicilia e Calabria, da Torre Faro a Villa San Giovanni. Un gesto carico di significato: non solo una sfida atletica, ma un potente simbolo di coraggio, resilienza e amore per la vita.
Ruggiero non è un nuotatore professionista. Ha frequentato appena un anno di piscina, poi interrotto da un problema alla spalla che lo ha costretto a fermarsi. Eppure, nonostante le difficoltà, oggi è riuscito a completare una delle prove più dure e suggestive del nuoto in mare aperto. A bordo di una barca di supporto lo seguivano tre persone, tra cui un medico, per garantirne la sicurezza. Ma la vera forza che lo ha portato a compiere l’impresa non era lì: era dentro di lui, alimentata dall’amore della sua famiglia, dalla compagna e dal figlio Lorenzo, di appena quattro anni.

Dietro questo traguardo c’è una storia di dolore e rinascita. A soli 19 anni, Ruggiero fu vittima di un tragico incidente ferroviario: la porta del treno si chiuse improvvisamente mentre stava salendo, facendolo cadere sotto il convoglio in movimento. Da quel giorno, la sua vita cambiò radicalmente: perse entrambe le gambe. Seguì un lungo periodo di ospedale, riabilitazione e adattamento alle protesi. Ma non si è mai arreso. Ha preso la patente, si è costruito una famiglia, ha ricominciato a lavorare, ha creato una quotidianità fatta di dignità, determinazione e nuove prospettive.

Oggi, a distanza di oltre trent’anni, la sua traversata non è stata solo una prova sportiva: è una dichiarazione di libertà. È il messaggio di un uomo che non si è lasciato definire dalla propria disabilità, che ha trasformato il dolore in spinta vitale e che ha voluto dimostrare, a se stesso e agli altri, che nessun limite è davvero invalicabile.
Compiere la Traversata dello Stretto non è fare una gara, ma portare a compimento una sfida con noi sé stessi. Una sfida che Ruggiero ha vinto e che diventa testimonianza di forza e speranza per tutti coloro che vivono un percorso difficile.




















