C’è chi ne va matto e chi non la sopporta proprio. Ma c’è anche chi, alla vista di una barba folta, prova un’ansia irrazionale, un disagio incontrollabile o addirittura un vero e proprio attacco di panico. Questa condizione ha un nome ben preciso: pogonofobia. Ed è più reale di quanto immagini.
Una fobia poco conosciuta ma documentata
Il termine pogonofobia deriva dal greco antico: pógōn significa “barba”, mentre phóbos vuol dire “paura”. Si tratta di una fobia specifica, inserita tra i disturbi d’ansia, che può manifestarsi con sintomi intensi in presenza di uomini barbuti o anche solo alla vista di fotografie, film o immagini che li ritraggono. Nei casi più gravi, la sola idea di dover interagire con una persona con la barba può causare sudorazione, tachicardia e senso di soffocamento.
Nonostante non sia molto diffusa, la pogonofobia è documentata in diversi casi clinici. Spesso viene minimizzata o scambiata per un semplice fastidio estetico, ma per chi ne soffre ha conseguenze reali sulla vita sociale e lavorativa.
Da dove nasce questa paura?
Come molte fobie, anche la pogonofobia può avere radici profonde e personali. In alcuni casi, deriva da esperienze infantili traumatiche associate a figure barbate (ad esempio un parente, un personaggio spaventoso, o addirittura Babbo Natale per i più piccoli). In altri, la barba viene associata a sporcizia, aggressività o mancanza di controllo, secondo stereotipi diffusi in alcune culture o epoche storiche.
Ad alimentare il disturbo può contribuire anche l’iconografia cinematografica: basti pensare a quanti “cattivi” nei film portano una barba incolta, minacciosa, quasi a suggerire un’indole oscura.
Oggi si cura (con ironia o con la terapia)
Se fino a qualche anno fa la pogonofobia era relegata al mondo delle stranezze, oggi è riconosciuta come una fobia a tutti gli effetti. Le terapie comportamentali o la desensibilizzazione graduale possono aiutare chi ne soffre a gestire l’ansia e a vivere con maggiore serenità.
Intanto, però, la barba continua a essere una delle mode più durature degli ultimi anni. Chi l’avrebbe mai detto che un tratto così virile e apprezzato potesse trasformarsi, per alcuni, in un incubo con peli incorporati?





















