Negli ultimi decenni, le immagini degli abitanti di Lampedusa che soccorrono, accolgono e abbracciano i migranti in arrivo dal mare hanno fatto il giro del mondo, diventando il simbolo più autentico della solidarietà mediterranea. Non si tratta di un rituale codificato, né di un progetto organizzato: è un istinto umano che nasce dall’isola stessa, dal suo ruolo naturale di ponte tra Africa ed Europa. Proprio questa attitudine il progetto “Gesti dell’accoglienza” di Lampedusa è oggi al centro di una proposta di candidatura all’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Riconoscere questi gesti come patrimonio significa restituire dignità e valore a una pratica che appartiene alla storia recente, ma che affonda le radici nella più antica tradizione marinara: aiutare chiunque si trovi in pericolo in mare. Lampedusa non è solo l’isola delle spiagge da cartolina e delle acque cristalline, ma anche una delle prime porte d’Europa per chi fugge da guerre, carestie e persecuzioni. Qui, l’accoglienza non è un concetto astratto: è diventata un gesto quotidiano, spontaneo, che scandisce la vita della comunità locale, pur tra difficoltà e tensioni.

La candidatura sarà lanciata ufficialmente il 12 settembre durante un concerto del pianista e compositore Giovanni Allevi, che si esibirà nell’ex cava di Cala Francese.
La voce delle istituzioni
“Si tratta di un riconoscimento del valore umano e culturale dell’accoglienza spontanea – ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – praticata da anni da una comunità che si è trovata a essere frontiera e rifugio. Gli abitanti di Lampedusa hanno trasformato l’emergenza in un modello di umanità concreta, mettendo al centro la dignità dell’uomo”.
Sulla stessa linea il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, che ha sottolineato come l’isola rappresenti “il volto più autentico dell’Europa che accoglie. Qui, dove il mare segna la vita di tutti, nessuno si volta dall’altra parte. Davanti al pericolo, si tende una mano”. Mannino ha inoltre invitato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a partecipare al concerto del 12 settembre, ricordando le parole con cui, nel 2016, il Capo dello Stato aveva definito Lampedusa “avanguardia della civiltà europea ed espressione di cultura solidale”.
Il progetto Avenir e la rete internazionale
La candidatura si inserisce all’interno del progetto “Inscrire les gestes de l’hospitalité vive au Patrimoine culturel immatériel de l’humanité”, portato avanti dal 2021 dal collettivo francese Perou con l’iniziativa Avenir. Al centro c’è la costruzione di un catamarano di 67 metri per 22,50, la prima nave europea concepita per il salvataggio in alto mare e come luogo simbolico di fraternità e multilinguismo. L’Avenir è pensato non solo come strumento operativo, ma come piazza galleggiante, un laboratorio per sperimentare forme di convivenza e solidarietà.
Il percorso verso la candidatura coinvolge università, artisti e studiosi di Italia e Francia, con laboratori e scambi culturali finalizzati alla creazione di un archivio iconografico dedicato ai gesti di accoglienza. Da questo lavoro nasceranno dieci immagini e un cortometraggio di dieci minuti che saranno presentati a Lampedusa entro la fine dell’anno.

Un’Europa che tende la mano
La candidatura dei gesti di accoglienza di Lampedusa all’Unesco non riguarda solo l’isola, ma l’intera idea di Europa come spazio di civiltà e solidarietà. “Da quando sono sindaco – ha scritto Mannino in una lettera al presidente Mattarella – mi sono stati consegnati quasi 200 cadaveri. Eppure la nostra comunità continua a soccorrere e accogliere, nonostante la fatica e il dolore”.
In un contesto in cui spesso prevalgono paura e diffidenza, il riconoscimento dell’Unesco vuole dare visibilità e valore a una pratica che, pur nata da circostanze drammatiche, dimostra che un’altra Europa è possibile: quella che non si volta dall’altra parte.




















