Il 25 agosto 2025 prende ufficialmente vita il progetto di bonifica del tratto di Costa Sud di Romagnolo, a Palermo. A confermarlo, dopo l’annuncio di Pietro Alongi – assessore all’ambiente della città – è stato il presidente della Seconda Circoscrizione della città, Giuseppe Federico.
“Speriamo nel rispetto del bene comune”
A questo proposito, il presidente Federico ha affermato che “si tratta di un intervento doveroso, nel rispetto di questa parte della città e di quei cittadini onesti e imprenditori che continuano a investire nel territorio della Seconda Circoscrizione”. Ha quindi aggiunto: “Auspico che anche coloro che finora hanno mostrato comportamenti incivili possano rivedere le proprie abitudini e contribuire al rispetto del bene comune. Vigilerò personalmente affinché venga ripristinata la normalità, perché è proprio la normalità ciò che qui si cerca e si merita. Mi auguro, inoltre, che il Consiglio comunale possa rivedere la quota del 15% assegnata a Reset nel programma di pulizia delle spiagge, ampliandola per garantire interventi più efficaci e duraturi. Ringrazio il sindaco per aver dato impulso a questa iniziativa, fondamentale per il decoro e la vivibilità del nostro litorale”.
Il passato della Costa Sud, da risorsa a degrado edilizio
I lavori di bonifica e pulizia della Costa Sud sono volti a recuperare un’area che ha donato tanto alla città e ai suoi abitanti. Dalla ricca paesaggistica naturale ai famosi bagni, il litorale rappresentava un luogo di aggregazione sociale, di relax e di bellezza. In particolare, era proprio la spiaggia di Romagnolo ad essere tra le favorite dai cittadini, grazie a un’ampia presenza di stabilimenti balneari in legno e ristoranti sul mare.
Ad avere un effetto distruttivo sulla zona, fu l’abusivismo edilizio attuato a partire dagli anni ’50 e ’60. Quello che nel 1961 venne definito come il Sacco di Palermo dal giornalista Roberto Ciuni, durante un’inchiesta per L’Ora sul boom di costruzioni nel capoluogo siciliano. Con la scusante dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, vennero infatti concesse licenze edilizie a dismisura, senza alcun tipo di pianificazione o previsione di tutela del patrimonio pubblico.
Oggi, si vuole ripartire da lì, per far tornare a splendere la Costa Sud e Romagnolo.





















