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venerdì|10 Aprile|2026
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Zaira Conigliaro
Zaira Conigliaro
Studia Scienze della comunicazione all'indirizzo Cultura Visuale, ha un debole per l’arte, la moda e il cinema. Da marzo 2024 scrive con passione per Be Sicily Mag, sognando una carriera nel giornalismo. Determinata e creativa, cerca costantemente di migliorare le sue abilità, trasmettendo emozioni attraverso le sue parole.

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Serafina Quattrocchi: la prima sindaca di Sicilia tra rigore e umanità

La storia di Serafina Quattrocchi, prima sindaca di Sicilia: educatrice, pioniera politica e voce della solidarietà femminile nel dopoguerra

Zaira Conigliaro
Zaira Conigliaro
Studia Scienze della comunicazione all'indirizzo Cultura Visuale, ha un debole per l’arte, la moda e il cinema. Da marzo 2024 scrive con passione per Be Sicily Mag, sognando una carriera nel giornalismo. Determinata e creativa, cerca costantemente di migliorare le sue abilità, trasmettendo emozioni attraverso le sue parole.
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In un tempo e in un luogo in cui le donne difficilmente varcavano la soglia della sfera pubblica, Serafina Quattrocchi seppe incarnare con fermezza e sensibilità una nuova idea di politica: più umana, più concreta, più vicina alle necessità della comunità. Prima donna a ricoprire il ruolo di sindaca in Sicilia, fu protagonista di una stagione di cambiamento che coinvolse l’Italia intera nel secondo dopoguerra. Ma la sua storia inizia molto prima, tra le colline del centro dell’Isola, a Mazzarino.

Serafina Quattrocchi dalla scuola all’impegno civile

Nata a Mazzarino il 26 novembre 1901 da Vincenza Cantaro e Francesco Quattrocchi, Serafina mostrò fin da giovanissima una vivace intelligenza e una spiccata inclinazione per lo studio. Dopo aver frequentato le scuole elementari del suo paese, si trasferì a Gela, dove nel 1919 conseguì il diploma all’Istituto Tecnico Agrario con il massimo dei voti. In seguito, proseguì gli studi presso la Regia Scuola Normale di Piazza Armerina, ottenendo l’abilitazione all’insegnamento elementare nel 1921.

Nel 1922, a soli 21 anni, pubblicò un volumetto dal titolo “La società e i tempi moderni”, nel quale affrontava con sorprendente maturità e coraggio la questione del rapporto tra capitale e lavoro. Un’opera che anticipava il suo impegno costante sui temi della giustizia sociale e dell’educazione. Nel 1944, già adulta e impegnata nella vita pubblica e professionale, conseguì la laurea in Materie letterarie presso l’Università di Messina.

L’insegnamento e la dedizione quotidiana: educare per costruire

Serafina Quattrocchi non fu mai solo un’insegnante, ma una vera e propria guida morale e culturale per le giovani generazioni della Sicilia. La sua figura emerge dalle pagine del libro “Ricordare Mazzarino” di Luigi Fanzone come quella di una donna inflessibile ma profondamente giusta, sempre impeccabile nell’aspetto, rigorosa nell’insegnamento e attenta ai bisogni delle sue alunne.

Ogni mattina andava in Chiesa con le sue sorelle, poi entrava in classe, dove nessuno osava disturbarla durante le ore di lezione. All’uscita, un vigile urbano l’accompagnava al Municipio, dove una folla di cittadini – soprattutto donne – la attendeva per chiederle aiuto, consiglio o semplicemente ascolto.

L’ingresso in politica e la conquista della leadership di Serafina Quattrocchi

L’attività politica di Serafina Quattrocchi prese forma nel solco del pensiero di Luigi Sturzo, al fianco di figure come Salvatore Aldisio e Giuseppe Alessi. Fu tra le prime donne elette consigliere comunali nel 1946 e, l’anno seguente, il 9 aprile 1947, divenne sindaca di Mazzarino in seguito alla morte del sindaco in carica.

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La sua elezione rappresentò un evento rivoluzionario: mai prima di allora una donna aveva ricoperto una tale carica in Sicilia. La stampa e l’opinione pubblica si divisero persino sulla denominazione: “sindaco” o “sindachessa”? Luigi Sturzo stesso scrisse che il termine “sindachessa” era usato per indicare la moglie del sindaco, e che sarebbe stato più corretto dire “donna sindaco”. Ma nonostante critiche e ironie, Serafina conquistò rispetto e ammirazione grazie ai risultati concreti del suo operato.

La sua visione politica era improntata alla complementarietà tra uomini e donne nella gestione della cosa pubblica. Celebre è la sua dichiarazione: “Non si tratta di fare a gara con gli uomini, né di togliere agli uomini i posti di loro pertinenza, bisogna cooperare insieme nella pubblica amministrazione, come si coopera nella famiglia e nel lavoro”.

Una sindaca operosa a Mazzarino: infrastrutture, istruzione, assistenza

Durante i suoi anni da sindaca (1947-1951), Serafina Quattrocchi si dedicò con straordinario impegno al risanamento e al rilancio di Mazzarino. Le sue iniziative coprirono numerosi ambiti: ricostruzione del Municipio; pavimentazione delle principali strade cittadine; assegnazione di alloggi dignitosi per i senzatetto; fondazione di una casa d’accoglienza per i più poveri; istituzione di colonie estive per bambine e bambini; avvio della costruzione di due scuole elementari; ottenimento di un finanziamento regionale per la realizzazione di una scuola di avviamento professionale. La sua visione era chiara: ridurre le diseguaglianze attraverso l’istruzione, la cura dei più deboli e lo sviluppo delle infrastrutture locali.

Il riconoscimento nazionale e il contributo alla politica femminile

Nel 1951 Serafina Quattrocchi partecipò al Convegno Nazionale delle Amministratrici Democristiane, che si tenne a Roma. I resoconti giornalistici dell’epoca evidenziano lo stupore suscitato dalla preparazione e dalla determinazione delle partecipanti. La donna fu lodata per la sua concretezza, la competenza amministrativa e la capacità di affrontare problemi come le baracche e la burocrazia.

Dal 1951 al 1953 fu membro della Consulta Nazionale per gli Enti Locali e nel 1954 ricevette l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, per il contributo eccezionale all’educazione, alla politica e all’assistenza sociale.

Un impegno che travalica la politica: educazione, fede e solidarietà

Parallelamente alla sua attività istituzionale, Serafina Quattrocchi continuò a insegnare con la stessa dedizione di sempre. Fu attiva nell’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici), nell’Associazione Cattolica Femminile e si fece promotrice di raccolte alimentari, organizzando pranzi comunitari per le persone più bisognose.

Fece parte anche della Commissione regionale per gli asili infantili e per l’assistenza sociale delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna e Ragusa. Nonostante le difficoltà e i contrasti interni al suo stesso partito, la Democrazia Cristiana, Serafina rimase sempre fedele ai propri principi.

La memoria e l’esempio: il riconoscimento postumo

Nel marzo 2023, a Mazzarino, a Serafina Quattrocchi è stata intitolata l’Aula Magna dell’I.I.S.S. Carafa. Un albero di alloro inoltre è stato piantumato in suo onore nel Giardino dei Giusti e delle Giuste. Un gesto che restituisce alla collettività il valore simbolico e civile della sua figura.

Serafina Quattrocchi d’altronde è stata molto più della prima sindaca di Sicilia. È stata una testimone attiva di un nuovo modo di intendere la politica, fondato sull’ascolto, sull’etica del servizio, sull’istruzione come leva di cambiamento. Il suo esempio resta oggi un faro per le nuove generazioni e per tutte le donne che credono nel valore della partecipazione e della responsabilità pubblica.

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