Piero Melati, giornalista e scrittore, si è spento oggi a Roma all’età di 69 anni per un infarto. Una notizia che lascia un velo di tristezza per Palermo e per il mondo del giornalismo italiano, che perde una delle sue penne più lucide e appassionate. La sua carriera è stata segnata da un impegno costante nel raccontare la verità, soprattutto nei momenti più drammatici della storia siciliana, dagli anni delle stragi al Maxiprocesso.
Chi era Piero Melati
Nato a Palermo, Melati aveva iniziato la sua avventura nel giornalismo nei primi anni Ottanta, collaborando con periodici locali, prima di approdare al glorioso giornale L’Ora, dove fu assunto il 1° gennaio 1986. In quella redazione, probabilmente la più battagliera che Palermo abbia mai avuto, si occupò di cronaca, raccontando senza filtri la lunga scia di sangue lasciata dalla mafia in quegli anni feroci.
Fu tra i giornalisti seduti nel bunker dell’Ucciardone che seguirono giorno dopo giorno il Maxiprocesso, la storica stagione giudiziaria che vide per la prima volta i vertici di Cosa Nostra affrontare la giustizia. Dopo una breve parentesi a Paese Sera, entrò nella redazione de La Repubblica, con cui ha collaborato a lungo. Ha scritto anche per L’Espresso e pubblicato diversi libri, spesso incentrati sulla memoria degli anni in cui Palermo era al centro dell’inferno mafioso, e sul ruolo del giornalismo come presidio civile.
Tra i suoi lavori più recenti, Melati aveva diretto per tre anni il festival letterario Una marina di libri, portando la sua passione per la scrittura e l’impegno culturale in un campo più ampio. Il suo ultimo libro, Lola e Vlad, pubblicato di recente, segna invece un’incursione nella narrativa fantastica: un romanzo onirico sul mondo dei vampiri, che aveva presentato la scorsa primavera al Circolo della stampa di Palermo. Piero Melati è stato un testimone dei nostri tempi, un cronista di razza e un uomo che ha saputo raccontare Palermo e il mondo con onestà e passione.










