La lotta al tumore al seno fa un passo avanti decisivo con l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale nello screening mammografico. Humanitas ha avviato un progetto innovativo che promette diagnosi sempre più tempestive e accurate. Dopo la fase pilota a Milano, la tecnologia verrà presto adottata anche in altre sedi del gruppo, tra cui Catania, portando benefici concreti anche alle pazienti siciliane.
Come funziona il nuovo sistema
Il software di AI analizza le immagini mammografiche in tempo reale, valutandone la qualità e la densità mammaria, uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del tumore. Grazie a questa valutazione immediata, i radiologi possono contare su un supporto tecnologico che individua eventuali lesioni con maggiore precisione, riducendo la possibilità di errori e velocizzando il percorso diagnostico.
I risultati già raggiunti
Dal novembre 2024 ad aprile 2025 sono state analizzate circa 9.600 immagini mammografiche, coinvolgendo 8 radiologi e 21 tecnici di radiologia. I dati raccolti parlano chiaro: le immagini classificate come appropriate sono aumentate del 6%, mentre quelle ritenute inadeguate si sono ridotte del 9%. Una conferma concreta del valore aggiunto di questa tecnologia al servizio della prevenzione.
Un’adozione sempre più estesa
Il progetto è nato a Milano, tra l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e il Medical Care Fiordaliso, ma il piano è di estenderlo entro il 2025 a diverse strutture del gruppo: Varese, Bergamo e soprattutto Catania, segnando un passo importante per la sanità siciliana e l’accesso delle donne a strumenti di diagnosi più avanzati.
Perché è una svolta per la Sicilia
Con circa 60mila nuove diagnosi ogni anno in Italia, il tumore al seno resta la neoplasia più diffusa tra le donne. Portare in Sicilia un progetto di questa portata significa non solo migliorare la qualità della prevenzione, ma anche rafforzare la fiducia delle pazienti nel sistema sanitario locale, evitando spostamenti verso altre regioni per avere accesso a tecnologie all’avanguardia.










