In Sicilia il caro voli continua a pesare su famiglie, studenti e lavoratori pendolari, con picchi di prezzo che scoraggiano anche i flussi turistici. L’analisi dell’Antitrust conferma che la scarsità di posti durante le settimane “calde” dell’anno, come Ferragosto e le festività, fa impennare le tariffe, indipendentemente dall’acquisto anticipato.
Viaggi sempre più cari: le rotte più colpite
Secondo i dati regionali, le tratte più richieste – Catania-Roma, Catania-Milano Malpensa, Palermo-Roma e Palermo-Milano – sono anche quelle dove i prezzi registrano gli aumenti maggiori. A complicare il quadro interviene la mancanza di trasparenza tariffaria: test differenziati sui prezzi e il peso crescente dei servizi extra (bagaglio, scelta del posto, imbarco prioritario) rendono difficile prevedere la spesa finale.
La risposta della Regione Siciliana: bonus estesi per il 2025
Per fronteggiare questa emergenza sociale, la Regione ha esteso fino a fine anno il bonus voli. I residenti possono ottenere un rimborso del 25% del costo del biglietto, mentre studenti, disabili e famiglie a basso reddito accedono a un contributo raddoppiato, fino al 50%, con un limite di 250 € per tratta.
La piattaforma digitale SiciliaPei ha già raccolto oltre 400.000 richieste di rimborso, segno di quanto il caro voli sia un problema sentito e diffuso in tutto il territorio.
Antitrust e consumatori: servono soluzioni strutturali
Se i rimborsi aiutano i siciliani a rientrare per studio, lavoro o vacanze, restano però interventi-tampone. L’Antitrust propone di introdurre obblighi di servizio pubblico sulle rotte principali, per calmierare i prezzi e garantire la continuità territoriale. Anche le associazioni dei consumatori spingono in questa direzione: secondo loro la mobilità aerea in Sicilia dovrebbe essere trattata come un servizio essenziale, al pari di treni e autobus.
Il caro voli non colpisce solo i residenti: anche il turismo siciliano soffre la mancanza di tariffe accessibili. Prezzi elevati scoraggiano i viaggiatori, soprattutto nelle stagioni di punta, con conseguenze negative sull’economia locale, dall’hospitality alla ristorazione.





















