Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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A Palermo la scrittura diventa comunità con il Newbookclub community lab

Dal gioco di un diciottenne a un laboratorio con oltre cento iscritti: il progetto di Alessio Castiglione trasforma la parola in un rituale collettivo di libertà e condivisione

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Che la letteratura e la scrittura abbiano un potere magico ce lo raccontano secoli di produzione letteraria. Perché le parole hanno il dono di mutare insieme alle persone e ai momenti, assumendo forme e concetti sempre nuovi. In Newbookclub community lab, il progetto ideato dal palermitano Alessio Castiglione, emerge proprio come la scrittura diventi “estensione del sé, generando una profondità d’animo collettiva” per usare le sue stesse parole. Attraverso questo progetto, attivo già da 13 anni, l’obiettivo è quello di dare alla città di Palermo un posto dove le parole d’ordine sono libertà e comunità, contribuendo a fare della città una narrazione diversa. A raccontare di più di quest’iniziativa a BE Sicily Mag è proprio l’ideatore.

Dall’inizio del club in una stanzetta

Aveva appena diciotto anni quando, nel 2012, Alessio Castiglione ha deciso di fondare un club del libro. Un’idea nata quasi per gioco: sette partecipanti, un luogo intimo dove leggere e condividere recensioni dei libri affrontati insieme. Poco a poco, quel piccolo esperimento si è trasformato in un vero laboratorio di scrittura condivisa, capace di coinvolgere persone di ogni tipo. Le recensioni non erano più semplici commenti, ma testi carichi di significato personale, specchi autentici dell’animo di chi li scriveva.

Il gruppo iniziale è stato capace di ribaltare l’immaginario tradizionale che vuole lo scrittore isolato nella sua stanza, per aprire invece la pratica dello scrivere a una dimensione comunitaria. “Abbiamo sentito una necessità, un desiderio di scrivere oltre che di leggere”, racconta Castiglione.

Il momento della svolta

Col tempo il gruppo è cresciuto grazie ai collaboratori, gli “starter”, e si è spostato negli spazi pubblici. Per esempio quest’estate tra la spiaggie di Mondello e Sant’Elia. È lì che, secondo Castiglione, è accaduto “un miracolo sociale, una rivoluzione dal basso: una chiamata all’appello di persone che manifestano un bisogno che non sapevano di avere e che possono soddisfare a costo zero trasformando questa attività in un vero servizio pubblico”.

La risposta attiva dei cittadini ha dimostrato l’esistenza di un desiderio latente di partecipazione, troppo spesso soffocato da un racconto di Palermo legato solo a criminalità o turismo mordi e fuggi. Con Newbookclub, invece, prende vita un’altra immagine della città: Palermo come spazio di condivisione, ascolto e speranza.

“È come se la scrittura appartenesse a tutte le persone sensibili che, per una sorta di selezione naturale e culturale, si ritrovano e si incontrano”, dice ancora Castiglione. Qui non esistono barriere né distinzioni: l’accesso è libero e aperto a tutti. “Trovare persone egoiste in Newbookclub è difficile, perché la scrittura è un’estensione del sé. Proprio per questo ci rende umani, permettendoci di entrare nelle profondità dell’io attraverso il racconto”.

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I progetti futuri

Oggi l’associazione conta più di cento tesserati. Tutti hanno la possibilità di sostenere il club, anche partecipando a singole iniziative. Gli incontri sono gratuiti e in media raccolgono circa settanta partecipanti. “Non mi aspettavo un seguito di questo tipo – confessa Castiglione -. La presenza delle persone ha sottolineato l’importanza di dare valore alla parola, all’ascolto, alla conoscenza autentica”.

L’ambizione, ora, è portare il progetto oltre i confini regionali in tutta Italia. Il limite purtroppo resta quello economico: il budget ridotto non consente una continuità stabile senza sostegni esterni. “Abbiamo vissuto esperienze fuori dalla Sicilia – dalla Bolivia a Copenaghen, fino a Napoli – ma sempre grazie ai nostri collaboratori. Speriamo che in futuro ci sia un richiamo più forte, capace di dare continuità al progetto”.

Gli obiettivi rimangono chiari: “Vogliamo che Palermo sia riconosciuta come una città con lettori e scrittori attivi. Ci piacerebbe anche donare uno spazio sicuro di socializzazione aperto a tutti” conclude Castiglione.

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