Durante gli scavi sul Monte San Paolino a Sutera, in provincia di Caltanissetta, è riemerso un reperto che getta nuova luce sulla Sicilia medievale. Si tratta di un polycandelon bizantino, un candeliere liturgico in bronzo, integro e perfettamente conservato, che sta attirando l’attenzione di archeologi e studiosi.
Un tesoro liturgico medievale
Il manufatto, risalente all’epoca bizantina, presenta una struttura a corona circolare con quattro alloggiamenti per lucerne, separati da elementi cruciformi. Le barre radianti collegano la parte esterna a un nucleo centrale più piccolo, un sistema ingegnoso che permetteva di sospenderlo con catenelle. Oggetti simili venivano utilizzati durante le cerimonie religiose per illuminare gli spazi con più fiamme contemporaneamente.
Il nascondiglio nel castello di Sutera
Il candeliere non è stato trovato in un luogo qualsiasi. Era occultato all’interno di un foro scavato nella roccia gessosa, tra i resti dell’antico castello medievale, oggi quasi scomparso. Il nascondiglio era chiuso con un tappo di malta, segno inequivocabile di un’azione volontaria, probabilmente per proteggerlo in un periodo di pericolo. Secondo gli esperti, il contesto richiama le vicende del IX secolo, quando l’invasione musulmana spinse molte comunità a nascondere tesori liturgici e monete per sottrarli alla distruzione o alla razzia.
La voce delle istituzioni
“Il ritrovamento è notevole per tipologia, datazione e stato di conservazione”, ha sottolineato l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, che ha definito l’oggetto “una testimonianza concreta della fede e della vita quotidiana nel Medioevo siciliano”.
Alle indagini stanno lavorando i Gruppi Archeologici d’Italia con la supervisione scientifica della Soprintendenza di Caltanissetta guidata da Daniela Vullo e con la collaborazione di Ferdinando Maurici, direttore del Centro regionale per la progettazione e il restauro della Regione Siciliana.
Un tassello nella storia di Sutera
Gli scavi sul Monte San Paolino sono iniziati nel 2022 e proseguono con l’obiettivo di ricostruire la vita dell’abitato medievale. Già nel 2018, durante una campagna di esplorazioni, era stata rinvenuta una lastra con incisa la “Triplice Cinta”, gioco inciso in epoca antica e medievale, che aveva fatto ipotizzare l’esistenza di un insediamento bizantino sulla sommità del monte.
Il polycandelon rappresenta ora una prova tangibile della continuità cristiana nell’isola, offrendo preziose informazioni su un’epoca di transizione, segnata da invasioni, instabilità e cambiamenti politici.
Gli scavi continueranno, con l’obiettivo di far emergere altri reperti che possano raccontare la storia dimenticata del castello e dell’antica Sutera.





















