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Mondello celebra l’oro verde: “L’Isola del Tesolio” rilancia il futuro dell’olio siciliano

A Palermo produttori, istituzioni e imprese si sono riuniti per la quindicesima edizione dell’evento, con al centro formazione, innovazione e identità.

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L’olio d’oliva siciliano, elemento di punta della tradizione gastronomica mediterranea, è stato il protagonista de “L’Isola del Tesolio”, due giorni organizzata dal Consorzio Filiera Olivicola, con il sostegno dell’assessorato regionale delle Attività produttive. 

A ospitare l’evento, giunto alla quindicesima edizione, è stato lo Splendid Hotel La Torre a Mondello. 

L’iconica borgata costiera palermitana ha accolto, tra venerdì 12 e sabato 13 settembre, produttori, buyers, operatori economici e addetti del comparto provenienti da tutto il mondo: fil rouge, la produzione olivicola made in Sicily, eccellenza divenuta emblema di appartenenza identitaria e benessere a tavola. 

“Coltiviamo il futuro: formazione e aggregazione, ricetta vincente per la filiera olivicola siciliana” è stato il tema del 2025. 

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“Futuro”, nello specifico, è una parola che ricorre spesso nel vocabolario di Manfredi Barbera, tra le voci più autorevoli e significative del settore nello scenario globale: Premiati Oleifici Barbera, di cui è amministratore unico, è capofila del COFIOL, il più importante consorzio olivicolo del Mezzogiorno. 

Barbera è un nome storico dell’olivicoltura isolana, che testimonia un impegno ultracentenario fatto di coraggio, visione, capacità di osare e gettare il cuore oltre gli ostacoli: l’allora Società degli Oleifici Siciliani, fondata nel 1894  in sodalizio con la famiglia Florio, figura tra le gemme siciliane che hanno varcato i confini nazionali per approdare nel mercato mondiale. 

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Dal 2018, un’unità commerciale è presente negli Stati Uniti:la Manfredi Barbera USA, Corp. 

Realizzare una Scuola interamente dedicata all’olio d’oliva è un progetto a cui Manfredi Barbera crede convintamente. 

L’idea, lanciata tanti anni addietro, è stata riproposta con forza durante i lavori della tavola rotonda che hanno aperto “L’Isola del Tesolio”. 

“La formazione è indispensabile in qualsiasi ambito produttivo – ha affermato – e non c’è futuro senza competenze specializzate”. 

Rivolgendosi alle istituzioni, l’imprenditore ha annunciato la volontà di procedere in solitaria, in caso di mancato supporto da parte degli Enti pubblici. 

La costituzione della scuola, infatti, è ormai improcrastinabile non solo sotto il profilo dell’attività formativa, ma anche per procedere con coerenza nella direzione dello sviluppo e della valorizzazione del territorio, in considerazione del ruolo predominante che la produzione di olio d’oliva riveste nell’ambito dell’agricoltura e dell’economia siciliane. 

Un traguardo condiviso dal sindaco Roberto Lagalla che, nel suo intervento, ha ribadito la propria disponibilità a fornire una sede nel capoluogo siciliano non appena verrà raggiunta l’intesa finalizzata alla realizzazione della nuova realtà. 

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La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Palermo ed Enna si è dichiarata pronta ad abbracciare il progetto. 

Il presidente Alessandro Albanese, tra i protagonisti della tavola rotonda, ha sollecitato i soggetti coinvolti a velocizzare gli step che condurranno alla costituzione della scuola. 

Leggi anche:  Per il Gambero Rosso il miglior olio DOP d'Italia è siciliano

“Ritengo non solo legittima ma necessaria la richiesta che giunge da Manfredi Barbera e da tutto il mondo produttivo – ha dichiarato – e la Camera di Commercio non si tirerà indietro, mettendo anche a disposizione anche la piattaforma con cui interagiamo, Punto Impresa Digitale”. 

Un obiettivo che anche l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo considera irrinunciabile. 

“Ringrazio il COFIOL e Manfredi Barbera – ha detto l’esponente dell’esecutivo Schifani – per l’abilità di mantenere inalterata la qualità della tradizione guardando all’innovazione: ciò significa essere capaci di trasformare il patrimonio olivicolo in un’importante occasione occupazionale e di sviluppo”. 

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“In questi anni – ha spiegato – l’assessorato da me guidato si è impegnato senza sosta per promuovere i prodotti DOP e IGP, creare opportunità di dialogo tra i buyers anche attraverso eventi di networking e B2B: continueremo nella stessa direzione per accompagnare le nostre imprese e far incontrare domanda e offerta”. 

“Abbiamo sempre tenuto in grande considerazione – ha aggiunto – le istanze provenienti dal mondo produttivo, credendo profondamente nei benefici delle sinergie tra istituzioni e associazioni datoriali e di categoria”. 

Più forza all’olio d’oliva siciliano, dunque: una necessità attorno a cui convergono produttori, frantoiani, ristoratori e distributori.

“Con circa cinquantamila tonnellate di olio all’anno – ha ricordato Manfredi Barbera – la Sicilia è la terza regione produttiva, benché le ultime due campagne olearie abbiano registrato un forte calo a causa delle condizioni metereologiche avverse”. 

Il 2025 promette decisamente meglio, ma occorre attendere l’autunno. 

A conclusione della tavola rotonda – a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche Salvatore Malandrino, regional manager Unicredit, il dirigente generale dell’assessorato alle Attività produttive Dario Caltabellotta e l’AD del gruppo Pieralisi Aldino Zeppelli  – è stato consegnato il Premio “Oliva d’Oro” a tutte le personalità che, a vario titolo, hanno contribuito a diffondere la cultura dell’olio siciliano, divenendo eccellenze della filiera. 

Protagoniste della giornata conclusiva di sabato 13 settembre, sono state alcune imprese siciliane che, con l’eccellenza dei loro prodotti, hanno conquistato i palati di tutte le latitudini: le bontà dolciarie di Condorelli, le colombe e i panettoni artigianali Frolsi, l’Azienda Agricola Milazzo, Mariano Stancampiano Food and Beverage Consulting. 

Realtà prestigiose che esprimono il meglio della Sicilia: un successo, il loro, fatto di autenticità, di cura per i particolari, di abilità nel cogliere il mood dei mercati, trasformando l’artigianalità in un’impronta unica in cui si colgono radici familiari, trasmissione di saperi e sapori e una connessione profonda con i consumatori. 

Presenze che non potevano certo mancare a un evento incentrato sull’anima produttiva siciliana: da Belpasso a Palermo, passando per Licata, l’isola è davvero un paniere eno-gastronomico e dolciario senza eguali al mondo. 

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