Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

ultimi articoli

Pubblicità: stellantisandyou.com

Giovani in azienda: la carta vincente per crescere tra innovazione e produttività

Le analisi di Unioncamere mostrano come le aziende con under 30 crescano di più, ma resta alto il mismatch formativo e il bisogno di nuovi lavoratori.

spot_imgspot_img
Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
- Advertisement -
Pubblicità: gabetti.it

Le imprese che puntano sui giovani crescono di più, esportano di più e innovano di più. È quanto emerge dall’analisi Unioncamere–Centro studi Tagliacarne presentata al Meeting di Rimini: le aziende con una forte presenza di under 30 mostrano performance superiori rispetto alle altre sotto diversi aspetti chiave, dalla produttività alla capacità di attrarre talenti.

I numeri che fanno la differenza

I dati parlano chiaro. Le imprese con più giovani al loro interno prevedono un aumento del fatturato nel 38% dei casi, contro il 35% delle altre. Stesso divario per l’export (38% contro 30%) e per la crescita occupazionale (21% contro 18%). A fare la differenza è anche la propensione all’innovazione: il 44% di queste realtà investe nelle tecnologie 4.0, contro il 35% delle aziende con minore presenza giovanile.

La produttività del lavoro risulta più alta del 2,5% e può arrivare al 7,2% nelle imprese che adottano anche strategie mirate ad attrarre e trattenere i talenti.

Le parole di Unioncamere

“In un contesto come quello attuale, è necessario uno sforzo comune per accrescere il legame tra imprese e giovani, che possono essere la carta vincente per sostenere e accrescere la competitività del nostro sistema produttivo”, ha dichiarato Andrea Prete, presidente di Unioncamere.

Il nodo del mismatch formativo

Nonostante i dati incoraggianti, resta una criticità: la difficoltà di reperire lavoratori qualificati tra i giovani. Secondo il Sistema Excelsior (Unioncamere e Ministero del Lavoro), tra il 2025 e il 2029 mancheranno all’appello migliaia di laureati in settori cruciali:

  • Ingegneria: deficit tra 7mila e 10mila giovani ogni anno
  • Scienze matematiche, fisiche e informatiche: carenza tra 3mila e 5mila laureati
  • Economia e statistica: gap stimato tra 12mila e 17mila unità
  • Medicina e sanità: mancheranno 7-8mila laureati

Neet e ricambio generazionale

Nonostante un miglioramento tendenziale sul fronte occupazionale, il fenomeno dei Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione) resta una criticità profonda per l’Italia, che si colloca al secondo posto in Europa subito dopo la Romania. La situazione è ancora più grave nel Mezzogiorno e in particolare in Sicilia, che detiene il primato negativo a livello nazionale: secondo le rilevazioni più recenti, l’Isola registra un’incidenza di Neet nella fascia 15-29 anni pari al 32,2%, quasi il doppio della media italiana del 16,1%. Il divario si acuisce se si guarda alle differenze di genere: il tasso di Neet è del 30,4% tra le donne e del 25,6% tra gli uomini, rendendo la Sicilia la regione con i valori più alti del Paese. Alcuni studi evidenziano percentuali ancora più allarmanti, fino al 45% di giovani inattivi, a fronte di una disoccupazione giovanile che supera il 31%, ben oltre le medie nazionali ed europee.

Adv
Pubblicità: italtekno.com
Leggi anche:  Ricerca e innovazione: la Sicilia corre più veloce dell’Italia

Un quadro che riflette fragilità strutturali: dal mercato del lavoro poco dinamico alla mancanza di politiche formative efficaci, fino al peso di percorsi educativi spesso più teorici che pratici. Fattori che alimentano una condizione di marginalità difficile da scalfire e che rende urgente un intervento mirato per trasformare una delle principali debolezze della Sicilia in un’opportunità di crescita.

Talenti e immigrazione, due risorse strategiche

Per Unioncamere la soluzione passa da due direttrici: attrarre talenti e integrare la forza lavoro con l’apporto degli immigrati. Nel periodo 2025-2029, si stima un fabbisogno complessivo di 617mila lavoratori stranieri, pari a oltre un quinto della domanda totale (21,1%), con una forte concentrazione al Nord e al Centro. Solo la Lombardia avrà bisogno di oltre 146mila unità, pari al 24% del totale.

Un quadro che mette in evidenza come la combinazione di giovani, innovazione e nuove energie dall’estero possa rappresentare la chiave per affrontare le sfide del sistema produttivo italiano.

Adv
Pubblicità: pasticceriamatranga.com
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
Pubblicità: analisiclinichedipiazza.it
Pubblicità: riflessi.it
Pubblicità: abitarevialedelfante.it

ULTIMI ARTICOLI

Pubblicità: palermoclassica.it

consigliato da be

BE Sicily Mag Settembre 2026: l’editoriale di Licia Raimondi

BE Sicily Mag Settembre 2026 è arrivato in edicola.C’è un colore che attraversa questo numero. Non lo avevamo deciso, non avevamo costruito le nostre...
Pubblicità: stellantisandyou.com

non perderti

Pubblicità: stellantisandyou.com
Pubblicità: gabetti.it
spot_img
spot_imgspot_img