Agrigento, città dei templi, entra ufficialmente nella collezione numismatica dell’anno con una moneta celebrativa dal valore nominale di 5 euro. Un omaggio che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, insieme all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha voluto dedicare al patrimonio archeologico e culturale della città. Coniata in tiratura limitata, la moneta si propone non solo come oggetto da collezione, ma come simbolo della Capitale della Cultura 2025.
Agrigento Capitale della Cultura e la celebrazione della Zecca di Stato
Il disegno, firmato dall’artista incisore Uliana Pernazza, racconta l’anima di Agrigento: i resti del tempio dei Dioscuri, il Telamone, il gocciolatoio leonino e l’Efebo diventano icone di una storia millenaria. Sul rovescio, a rafforzare il legame con le radici, spicca il didramma antico con il granchio, emblema del dio-fiume Akragas e simbolo cittadino ancora oggi riconoscibile.
Prodotta nelle officine della Zecca in finitura fior di conio, la moneta è già oggetto di desiderio per i collezionisti: sebbene il valore nominale sia di 5 euro, sul mercato online, come ad esempio su Ebay, l’offerta minima tocca i 100 euro per singolo esemplare. La tiratura è decisamente limitata: circa 4.000 pezzi, che la rendono una rarità importante. Il prezzo tenderà a crescere nel tempo.
I miti e la storia di Agrigento
Fondata nel VI secolo a.C. dai coloni greci di Gela, l’antica Akragas fu una delle città più ricche e potenti della Magna Grecia, celebrata da Pindaro come “la più bella tra i mortali”. Il granchio inciso nelle monete arcaiche richiamava il dio-fiume che ne garantiva fertilità e prosperità, mentre i templi che ancora oggi dominano la Valle dei Templi erano segni visibili della sua grandezza.
Dalla dominazione cartaginese a quella romana, fino al Medioevo e all’età moderna, Agrigento ha custodito le tracce di ogni epoca, trasformandosi in un mosaico di culture. La moneta celebrativa del 2025 diventa così un frammento di questa lunga storia, un simbolo che racconta di un passato glorioso della città, che con l’iniziativa di Capitale della Cultura vuole ripercorrere una storia spesso poco conosciuta e poco celebrata.


















