La notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 è una data incisa nella memoria per la Sicilia: è la notte del terremoto del Belice, una catastrofe naturale che distrusse gran parte del degli edifici del territorio, ma soprattutto i due centri abitati di Gibellina e Montevago. Il sisma ebbe una devastante magnitudo momento di 6.4, ma la risposta dei territorio non si fece attendere con tanti aiuti e solidarietà arrivati da tutta Italia, che favorì non solo la ricostruzione, ma anche l’arrivo di artisti e architetti da tutto il mondo per dare omaggio a un luogo che aveva bisogno di nuova linfa vitale.
La ricostruzione Gibellina e Montevago
I centri colpiti dal terremoto del Belice furono ricostruiti del tutto, ma la scelta per Gibellina che fu drastica: la cittadina venne spostata di circa 15 km e ricostruita da capo a coda. Questa nuova Gibellina presentò un impianto urbanistico molto diverso, ispirato a modelli nord-europei e in contrasto con la tradizionale struttura medievale tipica dei borghi siciliani.
La ricostruzione edilizia fu affiancata da una ricostruzione culturale voluta dal sindaco di allora Ludovico Corrao, che invitò artisti e architetti italiani di spicco a compiere sperimentazioni artistiche e architettoniche nel territorio, trasformando Gibellina in un centro internazionale di arte e cultura e che sarà Capitale dell’arte contemporanea nel 2026. Tra le opere più note c’è il Cretto di Burri, un’enorme opera di land art realizzata sulle macerie della vecchia città.

Anche Montevago ha intrapreso un percorso simile, la ricostruzione è stata più tradizionale ma ha affrontato anch’essa molte difficoltà. La ricostruzione del paese richiese molti anni e ci furono molte problematiche per la conclusione dei lavori a causa di limiti burocratici e finanziari.
Oggi Montevago ha recuperato la sua vivibilità e ha avviato anche progetti culturali, come la di un museo a cielo aperto nel centro storico e che racconta la memoria della cittadina prima del sisma. Questi percorsi cercano di valorizzare il patrimonio storico e identitario del territorio attraverso l’arte e la cultura, contribuendo a un senso di rinascita più ampio.
Percorsi Visivi per esplorare il Belice
Domenica 26 ottobre, Montevago ospiterà la passeggiata Alla scoperta dei ruderi, organizzata da VisitAgrigento nell’ambito della Festa del Vino. Il trekking, facile e aperto a tutti, condurrà i partecipanti tra le rovine dell’antica città distrutta dal terremoto del 1968, oggi trasformate in opere d’arte grazie al progetto Percorsi Visivi. A guidare l’esperienza saranno Marcello Mira e Michele Giambalvo, che porteranno i visitatori tra storia, memoria e rinascita. Il percorso si concluderà alla chiesa Madre, oggi suggestiva location per eventi e matrimoni. Prevista una degustazione finale della tradizionale zabbinata.



















