Nel cuore del quartiere Kalsa, lo Spasimo di Palermo riapre dopo circa due anni per delle visite guidate. L’edificio era stato chiuso al pubblico per la necessità di un restauro, curato dal Comune e finanziato con Fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il terremoto del 2002, che ha riguardato ha riguardato la messa in sicurezza dell’intera struttura, il risanamento dei solai e della copertura sulle ali laterali e sull’abside; il restauro delle parti in pietra, le costolature delle volte e gli archi. I lavori non sono stati ancora completati del tutto, ma il restituire questo luogo alla città rappresenta comunque un passo importante.
Lo Spasimo a Palermo, d’altronde, racconta secoli di storia: da sistema difensivo della città nel ‘500 a lazzaretto durante l’epidemia di peste del 1624, fino a chiesa sconsacrata dopo l’abbandono. L’obiettivo dichiarato è quello di non mutare la sua immagine contemporanea, a cui la popolazione è affezionata, anche se si era dovuto rinunciare già in passato all’albero al suo interno, simbolo del luogo. L’ailanto, detto anche albero del paradiso, è stato abbattuto ad aprile del 2020 per l’alto rischio di crollo.
La riapertura dello Spasimo a Palermo con le Vie dei Tesori
Venerdì 10 ottobre alle 10, nell’ambito de Le Vie dei Tesori, è stata organizzata la prima visita allo Spasimo di Palermo con il sindaco Roberto Lagalla. “La mia emozione è la stessa che proveranno i palermitani ritornando ad affollare questo luogo straordinario” ha dichiarato il primo cittadino a Be Sicily Mag. “Lo Spasimo parla del nostro passato nel più alto linguaggio architettonico possibile. La soddisfazione più grande è restituirlo alla città come spazio di aggregazione culturale, artistica e identitaria”.
Le visite inserite nel programma della manifestazione culturale andranno avanti nei weekend fino a metà novembre, prima della riapertura al pubblico ufficiale in programma nei prossimi mesi.
Lo stato dei lavori
“Abbiamo conservato l’anima autentica dello Spasimo, evitando alterazioni che ne snaturino il carattere aperto, sospeso tra pietra e cielo” ha aggiunto Salvatore Giardina, funzionario architetto del Comune di Palermo e direttore dei lavori. “I lavori sono quasi completati, mancano pochi dettagli. Nei prossimi mesi finiremo il cantiere e contiamo di riconsegnare lo Spasimo alla città nei primi mesi del 2026”.
L’intervento ha previsto un ampio risanamento strutturale, la liberazione delle parti incongrue con l’impianto originario della chiesa e il restauro delle opere in pietra d’intaglio nelle aree interessate. La parte centrale – ha sottolineato Roberto Lagalla – è il cuore battente del compendio, che ritorna nella sua agibilità e nella sua fruizione”. Il progetto ha coinvolto anche il giardino sopra le mura, dove sono stati rinvenuti reperti archeologici ora al vaglio della Soprintendenza. Un gesto di cura che restituisce valore alla storia materiale e spirituale del luogo.
Tra le sue navate scoperte, dove il cielo si fa architettura, si prepara dunque a rinascere un luogo di comunità, arte e identità. Lo Spasimo torna così a essere scenario e simbolo della Palermo che si rialza, fedele al suo passato ma proiettata verso una nuova parentesi di storia.























