Alla Festa del Cinema di Roma, giunta alla sua ventesima edizione, è stato presentata, domenica 19 ottobre presso il Museo MAXXI, la docufiction “Pirandello, il gigante innamorato” della siciliana Costanza Quatriglio, presente nella sezione Freestyle. Il film è stato realizzato anche in vista delle celebrazioni per i novant’anni dalla morte del grande drammaturgo siciliano, avvenuta a Roma 10 dicembre 1936. A Pirandello già l’anno scorso è andato l’omaggio di Michele Placido con il film “L’eterno visionario”.
“Pirandello, il gigante innamorato”: l’autore raccontato dalle donne
Otto donne e un genio, Luigi Pirandello. Il drammaturgo premio Nobel nel 1934 viene raccontato nella docufiction di Costanza Quatriglio dalle donne che l’hanno conosciuto e amato. La madre, la nutrice, le fidanzate, la moglie, la figlia, l’attrice. Ognuna ricostruisce un pezzo della vita dell’artista, la propria verità su di lui. Ne esce un ritratto non solo di Pirandello, ma anche di loro stesse.
D’altra parte, il cardine del pensiero pirandelliano era proprio nell’idea di uno, nessuno e centomila: ognuno di noi ha tante facce o maschere che assumiamo in base a chi ci troviamo di fronte. Non c’è un’unica verità, quindi. Lo spettatore è così chiamato a una sorta di gioco in cui Arte e Vita si intrecciano, si alternano, si confondono. Il gioco è proprio la chiave di lettura come afferma la stessa regista.
La narrazione di Costanza Quatriglio
“Il gioco – ha spiegato Costanza Quatriglio – mi ha permesso di immaginare per ogni attrice una modalità diversa di stare sulla scena. Austera la madre; veloce come un furetto la nutrice; dolce figurina alla Renoir il primo amore; riccona siciliana piena di pregiudizi la cugina. E ancora la moglie, che passa dal convento allo sposalizio, con quel suo vestito bianco che l’abbraccia, e la figlia devota, rimasta per sempre figlia, contagiata dal malessere famigliare. Infine, Marta, sul palcoscenico, l’unica a tener testa all’uomo Pirandello: racconta? recita? Ognuna porta avanti il proprio discorso e la propria concezione del mondo, stabilendo con chi guarda una relazione di complicità. Il gioco, dunque, mi ha guidato nella scelta di portare al pubblico un linguaggio che sfugge alle definizioni e va nel territorio libero della commistione dei generi”.
Costanza Quatriglio, che ha recentemente ricevuto il Nastro d’argento per Il cassetto segreto (2024), premiato come Miglior Documentario nella sezione Cinema, Cultura e Spettacolo dedicato alla figura del padre Giuseppe Quatriglio giornalista e scrittore, accompagna dunque lo spettatore con leggerezza nell’intimità di uno dei più raffinati intellettuali del nostro novecento. Tra le interpreti Donatella Finocchiaro, Manuela Ventura, Matilde Gioli, Gioia Spaziani, Ester Pantano, Chiara Russo, Simona Distefano, Jennifer Ulrich.
















