Con la candidatura agli Academy Awards 2025, una palermitana porta la voce della Sicilia e della sua cultura di solidarietà fino al cuore di Hollywood. Storia di Sergio, cortometraggio animato diretto da Rosalba Vitellaro e scritto insieme ad Alessandra Viola, è ufficialmente candidato agli Oscar 2025 nella categoria “Animated Short Film”. Un riconoscimento straordinario per un’opera che unisce sensibilità artistica e impegno civile, raccontando con delicatezza e profondità una delle pagine più dolorose della memoria europea. Rosalba Vitellaro, nata a Palermo nel 1962, è regista e autrice di documentari e opere in animazione per diversi produttori tra cui Rai Fiction e Rai Cinema.
Il racconto di un bambino nell’orrore dei campi di sterminio
Il film ricostruisce la vicenda di Sergio De Simone, un bambino deportato ad Auschwitz con la sua famiglia e successivamente trasferito al campo di Neuengamme, dove fu sottoposto a esperimenti medici sulla tubercolosi dal nazista Kurt Heißmeyer. Sergio è uno dei venti bambini ebrei assassinati nel sotterraneo della scuola di Bullenhuser Damm, ad Amburgo, nell’aprile del 1945, pochi giorni prima della fine della guerra. Attraverso l’animazione, Vitellaro dà voce a un racconto di memoria e di umanità, restituendo dignità e luce a un bambino la cui storia rischiava di essere dimenticata.
Una produzione indipendente e collettiva
Il corto è liberamente tratto dal romanzo “Storia di Sergio” di Andra e Tatiana Bucci con Alessandra Viola, e nasce dalla collaborazione con Larcadarte Cartoons. Un progetto reso possibile grazie al sostegno dell’Ambasciata tedesca in Italia, dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR), del Centro Padre Nostro di Palermo e della Regione Siciliana, oltre a una campagna di crowdfunding che ha coinvolto centinaia di persone.
Una scelta produttiva che riflette il senso profondo dell’opera: la memoria come bene comune, da costruire e condividere insieme.
“Un’urgenza civile contro l’odio e l’indifferenza”
“In un contesto in cui si registra un nuovo aumento dell’antisemitismo e riemergono linguaggi di odio – afferma la regista -. Storia di Sergio assume carattere di urgenza civile. Non si limita a ricordare: invita a riflettere, a distinguere tra tedeschi e nazisti, tra popoli e ideologie, e a riconoscere che la storia è fatta dalle azioni dei singoli”.
Un messaggio che attraversa il tempo e parla al presente, ricordando che la memoria non è solo ricordo, ma responsabilità: “Il film – aggiunge Vitellaro – richiama la responsabilità collettiva e personale. La memoria diventa una scelta viva, un ponte di pace tra i popoli”.



















