ultimi articoli

Pubblicità: riflessi.it

Tutto pronto per la mostra a Palermo “Artista eroe, il Potere”

Una doppia personale a Palermo mette in dialogo Eleonora Orlando e Momò Calascibetta: due visioni sul potere, tra denuncia e emancipazione.

spot_imgspot_img
- Advertisement -
Pubblicità: analisiclinichedipiazza.it

La galleria In via Cluverio Officina, diretta dall’artista e curatrice francese Josephine Flasseur, inaugura il 16 ottobre una mostra che è già un manifesto: Artista eroe, il Potere, una doppia personale che accosta le fotografie di Eleonora Orlando ai dipinti, disegni e acquarelli di Antonio “Momò” Calascibetta, scomparso nel 2022. Un incontro che non è solo esposizione, ma riflessione sulla libertà dell’arte di fronte alle pressioni politiche e alle logiche del mercato. Due sguardi diversi ma accomunati dalla stessa tensione verso un’arte che resiste, denuncia e libera.

Il gesto artistico come emancipazione

Nelle sale di Palermo prendono posto quaranta fotografie di Eleonora Orlando, erede della scuola di Letizia Battaglia e autrice di un racconto visivo che attraversa società e generazioni. La sua macchina fotografica penetra nei salotti e nelle strade, nei simboli e negli eccessi di una borghesia che si incrina dietro le apparenze. Ne nasce una sorta di antropologia della città: sguardi, abiti, posture che diventano archeologia del presente.

Dopo anni trascorsi tra Francia e Canada, Orlando rilegge Palermo con una delicatezza che denuda senza mai ferire, trasformando il gesto fotografico in atto di emancipazione. La sua opera Rose (2025), scelta come immagine guida della mostra, rappresenta una donna senza volto, sospesa tra sogno e ambiguità, icona di una bellezza che sfugge al peso del reale.

Momò Calascibetta, l’artista-eroe

Accanto a Orlando, cinquanta opere di Momò Calascibetta, tra pittura, disegno e acquarello, ripercorrono sessant’anni di produzione. Amico di Sciascia, Consolo e Bufalino, Calascibetta ha fatto della satira il suo linguaggio più potente: dal celebre Comiso Park del 1984, contro i rischi della base missilistica in Sicilia, fino ai cicli più recenti come Il Giardino delle delizie (2020), ritratto ironico e crudele della società contemporanea.

In lavori come Codice a barre (2018) la sua mano restituisce la fragilità della vita con immagini taglienti. “Insolente fino all’ultimo respiro”, lo descrive Flasseur, che nel suo testo critico lo definisce un artista-eroe, armato solo del proprio talento e della propria visione. La mostra diventa così un dialogo tra due libertà: quella che emancipa e quella che denuncia, entrambe mosse da un’urgenza di bellezza e di verità.

Adv
Pubblicità: riflessi.it
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Pubblicità: diessehome.it
Pubblicità: pasticceriamatranga.com
Pubblicità: analisiclinichedipiazza.it

ULTIMI ARTICOLI

Pubblicità: riflessi.it

consigliato da be

BE Sicily Mag Settembre 2026: l’editoriale di Licia Raimondi

BE Sicily Mag Settembre 2026 è arrivato in edicola.C’è un colore che attraversa questo numero. Non lo avevamo deciso, non avevamo costruito le nostre...
Pubblicità: analisiclinichedipiazza.it

non perderti

Pubblicità: abitarevialedelfante.it
Pubblicità: stellantisandyou.com
spot_img
spot_imgspot_img