Si è spenta all’età di 83 anni Rita Calapso, una delle figure più riconoscibili e amate della Rai in Sicilia. Nata a Polizzi Generosa nel 1943, è stata per decenni una presenza costante nel panorama culturale e mediatico dell’Isola: annunciatrice, conduttrice, programmista, regista e autrice. Una carriera lunga e poliedrica, segnata da una costante attenzione alle storie, ai volti e alle sfide della Sicilia.
Una pioniera del giornalismo
Tra gli anni Sessanta e Ottanta, Rita Calapso è stata una delle voci simbolo della sede Rai di Palermo. Con dizione impeccabile e uno stile elegante, conduceva programmi radiofonici e televisivi di approfondimento e intrattenimento, diventando un punto di riferimento per il pubblico e per molti giovani colleghi. In un’epoca in cui le donne faticavano a emergere nei ruoli creativi della televisione, Calapso riuscì a imporsi anche come autrice e regista, firmando programmi innovativi per la rete regionale
Dalla regia alle inchieste
Nel 1987 ideò e diresse Sbang, un programma dedicato all’infanzia nei quartieri degradati di Palermo, mentre nel 1989 firmò per la Rai il documentario Palma di Montechiaro, trent’anni dopo. Il suo lavoro, sempre attento ai temi sociali, univa rigore giornalistico e sensibilità umana. Come giornalista pubblicista collaborò con L’Ora di Palermo, raccontando i cambiamenti della città e il percorso di emancipazione femminile, e partecipò come corrispondente a trasmissioni nazionali come Un giorno in pretura, Buon pomeriggio di Maurizio Costanzo e Samarcanda di Michele Santoro.

L’impegno civile e culturale
Accanto alla carriera televisiva, Rita Calapso ha coltivato una profonda passione per la cultura e per le storie di chi vive ai margini. Il suo ultimo lavoro, Don Meli, un profeta dei nostri tempi (Navarra Editore, 2024-25), racconta la vicenda di un sacerdote palermitano impegnato nella lotta alla droga e nella difesa dei più deboli, un tema che sintetizza bene la sua sensibilità civile.
In ricordo di Rita Calapso
La direttrice di BE Sicily Mag, Licia Raimondi, ha voluto ricordare con queste parole la celebre giornalista appena scomparsa: “Cara Rita, la tua voce era musica, e la tua dolcezza e bellezza erano disarmanti. Avevi l’eleganza inconfondibile di chi ha consapevolezza di sé ma non la ostenta. Chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerti lo sa bene. Ti ricorderò sempre con grande affetto e gratitudine, e non dimenticherò mai i pomeriggi trascorsi a casa tua, quando tra una lettura e una chiacchiera, mi hai incoraggiato a proseguire il mio percorso professionale. Tu hai creduto in me e grazie a te io ho creduto in me stessa. Mi dicevi che avevo talento, e che avrei dovuto sperimentare, incoraggiandomi nel mio percorso professionale. Mi dicevi anche che la mia voce fosse molto dolce e perfetta per raccontare le fiabe ai bambini, e per questo motivo, quando la sera le leggo ai miei figli, ti penso spesso con affetto. Ricordo ancora perfettamente gli scioglilingua, gli esercizi vocali, la respirazione diaframmatica che mi hai insegnato e che mi è servita tanto per calmarmi nei momenti di grande stress emotivo, magari prima di una manifestazione importante. Mi hai insegnato il potere delle parole, dell’intonazione, e delle pause. L’importanza di ogni singola parola e della sua pronuncia. Con questa grande gratitudine non voglio dirti addio ma arrivederci. Sono sicura che anche lassù incanterai gli angeli con la tua voce da usignolo”.






















