Una storia di riscatto e formazione: un settantenne detenuto nel carcere Ucciardone, ha discusso la tesi triennale “La guerra, le nuove guerre…e la Pace” e conseguito la laurea in Studi Globali, Storia, Politiche, Culture. Questo traguardo, come si legge su ANSA, lo rende il secondo laureato nell’ambito del Polo universitario penitenziario dell’Università degli Studi di Palermo, un progetto di collaborazione che promuove l’istruzione in carcere.
La laurea all’Università di Palermo
L’uomo ha conseguito la laurea con il massimo dei voti e tanto di lode, sotto la supervisione del professore Tommaso Baris, docente di Storia Contemporanea. Dopo aver discusso il proprio elaborato presso l’aula Magna dell’edificio 15 del campus universitario di UNIPA, i colleghi, amici e parenti hanno festeggiato il suo traguardo, con la polizia penitenziaria che l’ha poi riportato presso il carcere Ucciardone.
Il neolaureato ha voluto scrivere proprio una tesi sulla guerra e sulla pace, dato il suo desiderio di volere la pace tra i popoli, con la guerra che è ormai un argomento ritornato nell’opinione pubblica dopo diversi anni. Anche a settanta anni e la condizione di detenuto, non ha voluto rinunciare agli studi, dichiarando di voler continuare ad apprendere e scoprire.
Il commento del rettore di Palermo
Per il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri “il percorso universitario di F.G. testimonia l’impegno dell’Ateneo nel dare piena attuazione all’articolo 27 della nostra Costituzione, secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Attraverso l’accesso allo studio, possiamo restituire dignità, creare opportunità” ha concluso il rettore, sottolineando l’importanza della rieducazione nel sistema carcerario.
Il progetto universitario per detenuti
I poli universitari penitenziari, avviati in Sicilia nel 2021 grazie a un accordo tra Regione, università di Catania, Messina e Palermo, il Garante regionale e il Provveditorato, oggi contano circa quaranta iscritti solo nel capoluogo. Dopo la prima laurea conseguita lo scorso anno da un detenuto in Architettura, il neolaureato in Studi Globali, Storia, Politiche, Culture punta ora alla specialistica in Studi storici, filosofici e antropologici.
Secondo il garante dei detenuti Antonino De Lisi, queste esperienze rappresentano “un’occasione di crescita personale e collettiva”, che può favorire il reinserimento sociale anche attraverso traguardi formativi diversi, come corsi professionali o tirocini. In carcere, sottolinea De Lisi, “ci sono persone che, pur avendo commesso errori, meritano nuove opportunità e possono contribuire positivamente alla società”.



















