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“Ciarlatani” debutta al Teatro Biondo: Silvio Orlando protagonista della commedia di Pablo Remón

Silvio Orlando torna a Palermo con la nuova commedia di Pablo Remón che intreccia storie di personaggi legati al cinema e al teatro contemporaneo

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Debutta al Teatro Biondo di Palermo Ciarlatani, la nuova commedia di Pablo Remón interpretata da Silvio Orlando e in scena dal 18 al 23 novembre. Accanto al protagonista, il cast riunisce Francesca Botti, Davide Cirri e Blu Yoshimi. La produzione è firmata da Cardellino, Spoleto Festival dei Due Mondi e Teatro di Roma. La regia, curata dallo stesso Remón, fonde linguaggi teatrali e cinematografici, con un racconto ironico e riflessivo sul mondo dello spettacolo contemporaneo.

“Ciarlatani”, un racconto sul mondo dello spettacolo tra cinema e teatro

Ciarlatani porta in scena le storie intrecciate di personaggi legati al cinema e al teatro contemporaneo. Protagonista è Anna Velasco, attrice la cui carriera attraversa un momento di stallo dopo esperienze in piccole produzioni classiche, mentre Diego Fontana è un regista di successo impegnato in una nuova serie internazionale. Un incidente improvviso lo costringe a fermarsi e ad avviare una riflessione profonda sul proprio percorso artistico.

I due personaggi sono collegati dalla figura di Eusebio Velasco, padre di Anna e regista di culto degli anni Ottanta, ormai scomparso dalle scene. Il testo alterna dimensioni narrative diverse, combinando toni realistici e sequenze più visionarie, con un cast che dà vita a numerosi personaggi attraversando tempi e spazi differenti.

La regia di Remón e la satira sul successo

Pablo Remón firma una regia che mescola stili e prospettive, costruendo un impianto scenico che passa dal linguaggio cinematografico a quello teatrale più classico. Il racconto di Anna adotta una struttura filmica, in cui un narratore guida lo spettatore tra ricordi e suggestioni, mentre la storia di Diego si sviluppa in ambienti concreti, tipici della tradizione teatrale.

L’autore inserisce anche una sezione di autofiction che introduce una riflessione ironica sul ruolo del creatore e sulle accuse di plagio. Ne nasce una satira sul mondo dello spettacolo, sulle ambizioni personali e sulle contraddizioni legate al successo e al fallimento, costruita con ritmo serrato e sostenuta da interpretazioni che muovono tra comicità, introspezione e cambi di registro.

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