Non è bastata un’aula, seppur grandissima, per contenere tutte le persone presenti all’incontro organizzato al Dipartimento di Fisica e Astronomia “Ettore Majorana” dell’Università di Catania con il Colonnello dell’Aeronautica Militare, Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). È stato necessario predisporre un collegamento in altre due sale per accontentare tutti. Una platea estremamente eterogenea: bambini, studenti, professori, appassionati che per un pio d’ore hanno indossato la tuta spaziale e viaggiato con lui nello spazio infinito.
Parmitano è tornato nella sua città per presentare il libro “Camminare tra le stelle” (Feltrinelli), scritto insieme ad Emilio Cozzi, giornalista esperto di spazio. A introdurre l’evento è stato il direttore del Dipartimento, prof. Stefano Romano, a moderare il prof. Giuseppe Puglisi, docente di Astrofisica. In platea anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino, che ha voluto rimarcare il legame profondo tra il Colonnello e la città, tanto da esporsi ufficialmente con una nota di sostegno in merito alla candidatura di Catania a Capitale italiana della Cultura 2028.
Luca Parmitano racconta la sua storia
Durante l’incontro, un Luca Parmitano ironico e generoso ha regalato ai presenti aneddoti e consigli, ha parlato delle giornate tipo su una navicella spaziale ma anche del lungo percorso per arrivare fin lassù. Dei suoi fallimenti, di quegli “incidenti di percorso” che lo hanno motivato ancora di più ad impegnarsi per raggiungere la destinazione che si era prefissato. Con i suoi racconti ha dato un segno tangibile della sua vulnerabilità e nel contempo della sua forza, rendendo il racconto profondamento umano e adatto a tutti. “Il fallimento deve essere una risorsa per non mollare e continuare”
Il libro “Camminare tra le stelle”, attraverso le sue 156 pagine di racconti, condivisioni e curiosità, si rivolge alle nuove generazioni, per far crescere il loro il desiderio e la voglia di vedere realizzati i propri sogni. Il volume ripercorre l’origine della vocazione di Parmitano, il suo percorso, la giornata tipo nello spazio, dal caffè del mattino agli esperimenti scientifici. Un dialogo che unisce divulgazione e vita vera.
Il libro “Camminare tra le stelle”
“Questo libro non è un invito a diventare astronauti – ha sottolineato Emilio Cozzi durante l’incontro – ma vuole essere una sorta di mappa, che aiuti tutti a orientarsi, a scegliere una direzione. Non una guida tecnica, ma un’intima conversazione tra due diversamente bambini che giocano e chiacchierano delle tappe più importanti che hanno portato Parmitano ad essere l’uomo di oggi e che amano ancora oggi parlare di astronavi, stazioni spaziali, esperimenti”.
Le stelle del titolo non sono solo quelle lontano anni luce da noi, ma quelle che ognuno aspira a raggiungere. “Chiunque può essere un astronauta. La parola vuol dire navigatore tra le stelle, ma paradossalmente nel 2025 nessun essere umano ha ancora passeggiato tra le stelle. Non è necessario andare in orbita per trovare le proprie. Un astronauta diventa tale quando raggiunge il proprio firmamento, quando mette il 100% delle proprie capacità in quello che sta facendo in un momento preciso del proprio percorso, indipendentemente dal risultato”, ha aggiunto.

Le missioni spaziali e la nostalgia di Parmitano
Parmitano ha passato in totale 366 giorni nello spazio e ogni volta che torna per lui è un misto di emozioni. “La prima volta che ho terminato una missione, non sono riuscito a guardare il cielo stellato di notte per sei settimane perché mi assaliva una fortissima malinconia, Mi sembrava di essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato”. L’attrazione per l’ignoto, Luca la sente da quando è bambino e, passo dopo passo, lo ha portato a realizzare il suo sogno di salire in orbita e guardare il nostro pianeta dal cielo.
Non esistono però eroi solitari. Parmitano ammette, a cuore aperto, come la sua famiglia e i suoi amici abbiano avuto un ruolo fondamentale nel suo percorso: “Viaggiare da soli può essere bellissimo ma io sono un privilegiato, perché ho nella mia vita tanto amore e, da oltre trent’anni, anche un gruppo di amici che mi ha permesso di restare con i piedi per terra e di sentirmi qui a Catania anche se fisicamente sono altrove. L’amicizia è quel concetto che attraversa spazio e tempo, l’amore è quella forza che trascende tutto il resto”.
L’incontro con gli studenti
È un Parmitano divertente, giocoso, umile, aperto al confronto, quello che torna nella sua Catania. Lo stesso che la mattina ha visitato il suo ex liceo scientifico, il Galileo Galilei, per incontrare gli studenti e ricevere il “XXXI Premio Acitrezza Verga”, riconoscimento dedicato a personalità che si sono distinte per i loro contributi nei campi della scienza, della cultura e dell’innovazione. “Quando scegli un percorso affine a quello che desideri non ci sono sacrifici. Vi auguro di poter avere una vita non sacrificata ma intensa e piena e di riuscire a trovare il modo di raggiungere le vostre stelle”, ha detto loro.




















