È online il videoclip No tu lo dicisti, un progetto artistico nato per ricordare Sara Campanella, la giovane misilmerese uccisa il 31 marzo scorso, e per dare voce a tutte le donne vittime di femminicidio. Il brano, scritto da Francesca Picciurro e musicato da Katia Raineri, affronta con forza il tema della violenza di genere. Il testo è in siciliano, scelta che conferisce maggiore intensità emotiva al messaggio. Al progetto hanno collaborato numerosi artisti e professionisti del territorio e il video è già disponibile online.
No tu lu dicisti: un grido di dolore attraverso musica e parole
No tu lo dicisti nasce come un grido di rabbia, denuncia e consapevolezza, evidenziando come, ancora oggi, il rifiuto di una donna non basti a fermare la violenza. Il testo, scritto da Francesca Picciurro, mette in luce il dramma che riguarda tante donne e che si è tragicamente manifestato nel caso di Sara Campanella.
La musica, composta da Katia Raineri, si intreccia con il testo creando un’atmosfera intensa e profondamente emotiva: interpreta anche la parte cantata suonando pianoforte e violino, accompagnata negli arrangiamenti da Emanuela Fai, Marzia Cillari e Raffaele Pullara. L’intero progetto intende sensibilizzare sul tema del femminicidio, richiamando l’attenzione su una problematica ancora troppo diffusa e drammatica.
Il videoclip
Il videoclip, ideato da Raffaele Pullara per Recraft Studio, utilizza immagini evocative per rappresentare il conflitto tra innocenza e violenza. Protagonista è la giovane attrice Sofia Pupella, formata nella scuola Crescintreatro del Teatro Sant’Eugenio di Palermo, che incarna la purezza e la vulnerabilità minacciate da un’entità oscura. Quest’ultima è interpretata dalla coreografa Teri Demma, la cui presenza scenica dà forma simbolica al pericolo che incombe sulle donne.
Il singolo, promosso dall’associazione culturale A Nurrizza, rappresenta un’opera corale nata dalla collaborazione di artisti che condividono l’urgenza di sensibilizzare il pubblico. Il risultato è un prodotto artistico che unisce denuncia e poesia: il brano è disponibile su Spotify e sulle principali piattaforme digitali, accompagnato dalle immagini tratte dal videoclip.


















