Un augurio di buon compleanno va oggi a Luca Zingaretti, l’attore che ha dato un volto agli avvincenti romanzi gialli di Andrea Camilleri, interpretando il celebre Commissario Montalbano, approdato in tv per la prima volta nel 1999 con l’episodio Il ladro di merendine. Con questa fiction, che lo ha consacrato al successo non solo nazionale, Zingaretti ha intrecciato un legame profondo con la Sicilia, diventata per lui non solo una scenografia di lavoro ma un autentico luogo dell’anima.
Un legame autentico
Nato a Roma l’11 novembre 1961, Zingaretti è diventato siciliano d’adozione grazie proprio al ruolo che gli ha cambiato la vita. Dopo il provino per Il Commissario Montalbano, fu lo stesso Camilleri a intuire in lui la perfetta sintesi tra rigore e umanità, tra ironia e malinconia. Zingaretti non imitava Montalbano ma lo diventava. E così è stato. Stagione dopo stagione, il rapporto tra l’attore e i luoghi della Sicilia barocca – da Ragusa Ibla a Scicli, da Modica a Punta Secca fino a Donnafugata – si è trasformato in un dialogo continuo, in cui il volto di Zingaretti ha raccontato l’Isola con misura, autenticità e poesia, senza mai scadere nei cliché.
Una storia che continua anche fuori il set
Nel corso dei suoi trentasette episodi, la serie ha dato nuova vita alla voce e all’immaginario di Camilleri, esaltando attraverso le immagini la luce, i colori e le atmosfere della Sicilia. Un racconto corale che ha mostrato al mondo la bellezza di una terra complessa, fatta di contrasti e di umanità, dove giustizia e sentimento si intrecciano in un equilibrio unico.
“La Sicilia è una terra che ti resta addosso” ha detto più volte Zingaretti. E forse è per questo che, anche dopo l’ultimo episodio, Il metodo Catalanotti, quel legame non si è mai spezzato. Ogni ritorno sull’Isola, ogni visita ai luoghi del set, diventa per lui un viaggio affettivo, un modo per ritrovare quella parte di sé che Montalbano gli ha regalato: la profonda verità di un personaggio diventato mito, capace di incarnare la Sicilia e il suo popolo come pochi altri nella storia della televisione italiana.




















