Il numero di residenti a Lipari e Malfa è in crescita. Lo evidenzia il report periodico presentato dalla Cgil, che sottolinea anche un tasso di occupazione in aumento nelle stesse zone. A Leni e Santa Marina Salina si segna invece una perdita nel numero di cittadini.
I dati in aumento a Lipari e Malfa
L’isola di Lipari conta oggi 12.676 abitanti, contro i 12.500 che si registravano nel 2013, con un incremento di 176 residenti in 12 anni: un dato che potrebbe sembrare irrilevante ma che, in aree interne o sulle isole minori, è invece di grande incidenza. A Malfa invece il numero è salito, nello stesso intervallo di tempo, da 996 a 1004 abitanti.
Nei comuni di Leni e Santa Marina Salina la crescita è sostituita da una lieve perdita di cittadini, ma il saldo complessivo resta attivo a +127.
L’indice di vecchiaia e il tasso di occupazione
Nello stesso report diffuso dalla Cgil ci si concentra poi sull’indice di vecchiaia, che si traduce in 232 over 65 ogni 100 under 15; e sul tasso di occupazione. Quest’ultimo, nei comuni di Lipari, Malfa e Santa Marina Salina, se relazionato al valore della coalizione, risulta superiore alla media (37,3%).
Non soddisfa invece il dato relativo alla retribuzione media per dipendente, pari a 19.400 euro, inferiore di 1200 euro rispetto alla media regionale.
Il turismo come traino
Lo studio evidenzia poi il ruolo centrale del turismo, che con le sue specializzazioni riesce a trainare gran parte dell’attività economica, seguito dall’ambito delle costruzioni. Resta invece marginale la vocazione agricola.
“La principale sfida è legata allo spopolamento”
Il segretario generale Cgil Pietro Patti ha commentato: “La principale sfida posta alle Aree interne è legata allo spopolamento connesso a bassa natalità e flussi migratori in uscita non compensati dalla presenza straniera. Nella nostra provincia le aree interne sono costituite dal 52% dei comuni) e occupano quasi il 60% della superficie totale e sono abitate da 133mila persone su 598mila: il 22,3% della popolazione. I comuni delle Aree interne appaiono sempre più svuotati, in una frattura evidente coi territori centrali”.





















