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lunedì|9 Marzo|2026
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Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Boom di candidature per diventare guida turistica: Sicilia terza in Italia

Il bando nazionale registra quasi 30mila candidature: la Sicilia è tra le regioni con più aspiranti guide, segno di un settore in piena trasformazione.

Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
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C’è un’Italia che studia, ripassa date e monumenti, e sogna di trasformare la passione per l’arte in un lavoro vero. Lo dimostra l’ultima ondata di adesioni al bando nazionale per l’abilitazione alle guide turistiche: quasi 30mila candidature, un numero che racconta più di mille analisi economiche. E in questo entusiasmo collettivo spicca la Sicilia, che si piazza sul podio nazionale delle regioni più attive.

Con 2.618 domande, l’Isola si posiziona infatti al terzo posto in Italia, subito dopo Lazio e Campania. Un dato che conferma ciò che, in fondo, sappiamo da sempre: vivere in un museo a cielo aperto significa anche voler partecipare alla narrazione del proprio territorio.

Perché in Sicilia crescono le candidature per diventare guida turistica

Negli ultimi anni il turismo siciliano ha continuato a correre, trainato da città come Palermo, Catania, Siracusa, Taormina e dai borghi che stanno rinascendo grazie ai viaggiatori internazionali. Non sorprende, dunque, che molti siciliani – giovani e meno giovani – vedano nella professione di guida turistica una strada concreta per restare, crescere e costruire qui il proprio futuro.

Il nuovo bando inserito nella riforma del settore punta proprio a questo: alzare la qualità, selezionare in modo più rigoroso e dare spazio al merito. Una partita che per la Sicilia è cruciale, soprattutto nell’ottica di un mercato sempre più competitivo e di un pubblico di viaggiatori internazionali che pretende professionalità, narrazione e competenze solide.

Tra le regioni con più richieste troviamo Lazio (6.058), Campania (5.055) e, appunto, la Sicilia con 2.618 domande: numeri importanti che fotografano non solo un boom di interesse, ma anche una crescente consapevolezza del valore che le guide turistiche hanno nel raccontare l’identità del territorio.

Leggi anche:  La Sicilia restaura i suoi strumenti musicali antichi, il finanziamento della Regione

I numeri nazionali del bando: un’Italia che vuole raccontarsi

Il totale delle candidature arriva a 29.228, distribuite in maniera sorprendentemente ampia: dalla Lombardia alla Puglia, dalla Toscana alla Sardegna. Non solo i centri turistici più conosciuti, quindi, ma anche regioni meno centrali dimostrano di voler investire su una figura professionale che è, di fatto, un ambasciatore culturale.

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Questa partecipazione così diversa e trasversale sottolinea un punto chiave: il turismo non è solo un motore economico; è un linguaggio. E sempre più persone vogliono impararlo, usarlo, trasformarlo in una professione stabile e riconosciuta.

Una professione che sta cambiando

La riforma punta a definire standard più alti, competenze più solide e un sistema di selezione che premi davvero chi studia, si prepara e vuole costruire un percorso di qualità. Per la Sicilia, che vive di cultura, bellezza e narrazioni millenarie, questa è un’occasione preziosa per formare una nuova generazione di guide capaci di raccontare l’Isola con profondità, metodo e visione contemporanea.

In un contesto in cui ogni città vuole la sua storia e ogni visitatore cerca un’esperienza personalizzata, il ruolo della guida diventa centrale: non solo accompagnatore, ma mediatore culturale, interprete di paesaggi, ponte fra passato e presente.

Se queste oltre 2.600 candidature siciliane diventeranno nuove guide abilitate, l’Isola potrà contare su una forza narrativa nuova, fresca, preparata. Una generazione pronta a rispondere al flusso crescente di turisti e, soprattutto, a raccontare la Sicilia con occhi contemporanei.

Un segnale chiaro arriva da questo bando: la Sicilia non vuole solo essere visitata. Vuole essere raccontata. E sempre più persone sono pronte a farlo.

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