Ostinatamente positivo, con quel sorriso che è la bandiera dell’ottimismo. Il ribelle della generazione “senza vento”, cede il passo a un artista maturo che sa come arrivare al cuore di chi lo ascolta. Occhi negli occhi con il suo pubblico. Francesco Renga, attualmente in tour nazionale per celebrare i vent’anni dalla vittoria al Festival di Sanremo con il brano Angelo, la notte di San Silvestro salirà sul palco di Augusta, in provincia di Siracusa, per salutare il nuovo anno. A BE Sicily Mag ha parlato del momento che sta vivendo e dell’atteso appuntamento.
Francesco Renga ad Augusta per Capodanno
L’evento, a ingresso libero, promosso dall’Amministrazione comunale in collaborazione con Puntoeacapo, è in programma in piazza Castello il 31 dicembre 2025 a partire dalle 23.15. “La Sicilia rappresenta le radici. Un luogo incredibile in cui andare anche solo per contemplare tanta bellezza. Stare lì mi mette a posto con l’universo”, ha ammesso Francesco Renga.
Sul palco intense sensazioni che fluiscono libere, in una scaletta emozionante. “Io stesso mi commuovo riproponendo alcuni pezzi come la prima canzone che ho scritto lasciati i Timoria, Ancora di lei, assieme a quei brani che non eseguivo da tantissimo tempo. Poi, ovviamente, non potranno mancare quelli che – nel tempo – sono diventati dei classici. Credo sia una delle migliori scalette che abbia mai portato in tour”.
Il cantante si racconta
In base alla sua esperienza, chi è l’artista? “Semplicemente – dice Francesco Renga – una persona che si racconta attraverso le proprie canzoni, che poi porta sul palco per condividerle con gli altri”. L’officiante di quella che è una specie di messa cantata. “Non è l’unico a fare lo spettacolo. Chi pensa di salire su un palcoscenico da solo, quasi sempre fallisce. La musica è un’espressione corale, una straordinaria concomitanza di accadimenti, in cui ci sta anche l’errore umano, l’incertezza, la vibrazione che ti fa fare il passo falso. Su tutti, l’elemento più importante resta comunque il pubblico, senza del quale non si potrebbe celebrare questa entusiasmante liturgia”.

Alla luce di una carriera professionale iniziata alla fine degli Ottanta, il cantante sa come si rimane sulla breccia. “Non deve mancare l’entusiasmo, quella capacità di meravigliarsi ancora, quando vedi la gente che è venuta lì per te, che canta con te, che ti vuole vedere, toccare. Ma anche la sorpresa di rimettersi continuamente in gioco, di ricominciare, cambiare, cercare di migliorare”.
“Angelo” e il Francesco Renga papà
Francesco Renga festeggia vent’anni di Angelo. Più che una canzone, una sorta di preghiera con la quale affida la sua bambina a una figura celeste, chiedendo di proteggerla dai mali del mondo. “Le paure, purtroppo, sono sempre le stesse. Anzi si sono acuite, diventando ancora più spaventose. Riguardano la guerra, la distruzione, la violenza”.
Stiamo consegnando ai nostri figli un futuro sempre più incerto. “Non è cambiato niente, ahimè, proprio per questo Angelo è eternamente attuale. Quale genitore non proietta il futuro dei propri figli nell’orizzonte che scorge? Chi, in un momento di disperazione, non chiede aiuto a qualcuno che possa in qualche modo risolvere la vita delle persone che ama?”. E su quella che è la sua urgenza da padre, dice: “Potrebbe sembrare banale, ma vorrei vedere intorno a me, non solo i miei figli ma delle persone felici che aspettano il futuro con un sorriso fiducioso”.
Così come cantava con i Timoria in quello splendido ’93, anche quella attuale è una generazione senza vento? “Il fatto di sentirsi poca spinta dietro le spalle è una caratteristica che si ha a diciotto-vent’anni: per cui, anche quella attuale, credo sia una generazione senza vento. Ma lo troverà, perché il vento c’è. Il vento – conclude Francesco Renga – sono loro”.




















