In un teatro pulsante di vita, dove le risate si intrecciano alle emozioni e i battiti del cuore si mescolano con le note di una melodia coinvolgente, Marisa Laurito torna a conquistare il palcoscenico, indossando come sempre la sua audace ironia e il vibrante accento napoletano. Sì, perché parlando di lei, non si può fare a meno di pensare a un tornado di erre moscia che travolge e cattura chiunque abbia la fortuna di incontrarla. La sua presenza è un’esplosione di colori, un mix straordinario di energia e passione, che riesce a farci sentire parte di un universo in cui l’amore, nella sua forma più pura e rivoluzionaria, si manifesta in ogni gesto, in ogni parola.
Dall’incontro artistico con Enzo Gragnaniello nasce “Vasame”, uno spettacolo diretto da Massimo Venturiello che esplora il sentimento umano in tutte le sue forme: dal desiderio alla perdita, dalla speranza alla memoria. Il mezzo è un entusiasmante concerto che, prodotto da Acast Produzioni in coproduzione con Compagnia Moliere, farà tappa in Sicilia dal 3 al 4 gennaio 2026 all’Abc di Catania (inserito nell’abbonamento alla nuova stagione Turi Ferro al Teatro Musco con la direzione artistica di Francesca Ferro) e dal 7 al 9 gennaio 2026 al Golden di Palermo.
Marisa Laurito racconta “Vasame”
Il cuore viene prima di ogni cosa, e l’energia di Enzo Gragnaniello si è unita a quella di Marisa Laurito. Splendidamente. “Abbiamo voluto fortemente questo spettacolo per portare in giro il seme dell’amore che sembra essere sparito. Succubi come non mai dell’egoismo politico che bada solo all’economia, piuttosto che a riscoprire l’umanesimo di cui in Italia eravamo maestri”, racconta l’attrice napoletana a BE Sicily Mag.
Purtroppo oggi siamo circondati da aggressività, violenza, egocentrismo. “Dobbiamo recuperare la scuola dell’anima, che è fatta di emozioni, amore universale, rispetto per sé e per gli altri”. L’ironia è la base, la leggerezza con cui va affrontata la vita. Come si sente Marisa Laurito nelle vesti di gran sacerdotessa del sentimento? “Sono molto a mio agio, perché è tutta la vita che studio per non arrabbiarmi facendo meditazione e corsi che mi portano ad essere sempre più lontana dall’orrore che ci circonda”.
Il rapporto con le origini
Napoli, città dell’attrice, è regina dell’amore. “Non a caso il mio amico Luciano De Crescenzo la definiva l’ultimo baluardo dell’umanità. È la madre, con il Vesuvio che è la mia montagna sacra. È il luogo del cuore da cui non vorrei mai distaccarmi. È casa mia”.
Un luogo che vive nei cuori e nelle voci di chi sa ascoltarla, ma anche nell’anima popolare del non è vero ma ci credo. “Scaramanzia e superstizione non fanno per me, anche se Eduardo De Filippo diceva: ‘Essere superstiziosi è da ignoranti, non esserlo porta male’. Credo, invece, nell’energia potentissima dell’amore. Amore universale, energia salvifica”.
Passione ed energia che si irradiano anche in un’altra controversa realtà come quella della Sicilia, dove farà tappa con il tour di “Vasame”. “La Sicilia è un’isola lussuriosa: la bellezza, il cibo, il melodramma, il mare… la amo”.

Marisa Laurito si racconta
A una personalità esuberante come quella di Marisa Laurito, capita spesso di fare autoanalisi. “La faccio fin da giovanissima. Un attore, se vuole svolgere bene il proprio lavoro, non può vivere senza fare introspezione e senza analizzare la psicologia dei personaggi che interpreta”. Come si vede allo specchio? “Mi trovo mille difetti, e questa è una grande fortuna perché imparo sempre ogni giorno qualcosa di più. Sono in continua evoluzione. Non credo di essere arrivata, cerco sempre di migliorare”.
Attrice, cantante, presentatrice, ballerina, conduttrice, scrittrice e, da tempi non sospetti, anche pittrice. “Ho iniziato a tredici anni a dipingere. Mio padre voleva che facessi la pittrice e che mi sposassi. Io invece volevo diventare un’attrice. E ce l’ho fatta! Canto, conduco e ballicchio anche (ride, ndr). Pittrice lo sono da tanto, e ho trovato una critica d’arte, in tarda età, che mi ha lanciata anche in quest’ambito. Arbore mi ha fatto diventare autrice attraverso l’improvvisazione, ma un artista ha cinque sensi e li deve usare tutti senza mettere limiti ai propri talenti”.
Non dev’essere facile contenere un tale caleidoscopio di versatilità, a tal punto da riversarla nella creazione di vasi, lampade, ciotole. Ma anche nella fotografia e nelle installazioni. “Ho timidamente tentato una nuova strada. D’altronde, cos’è un artista se non un coraggioso esploratore che tenta, che sente, annusa, gioca, corre avanti agli altri, regalando a mani piene il proprio entusiasmo incorruttibile e la propria energia instancabile! So bene che non c’è sperimentazione senza rischio di errore e questa è una grande forza, oltre al talento e allo studio. Adoro le vittorie, ma accetto le sconfitte come salite da cui ricominciare a ricostruire e finalmente volare. Non come fallimenti. In Casa Laurito forme d’Arte ho sperimentato altre mie passioni e duttilità. Ho mischiato, impastato colori, materie e tessuti. Ho creato da sola, e questo già mi rende felice. Se piacerà anche a voi ne sarò fiera e, se dovesse essere altrimenti, ritenterò ancora. Non so dove né come, ma so che ritenterò”.
Scatenata chanteuse dalla irresistibile “mossa” esaltata da applausi entusiasti, Marisa Laurito è popolare nel senso più verace del termine. Per lei cosa significa? “Quando ho iniziato, volevo solo diventare brava e mantenermi con il mio lavoro. La popolarità quindi è stato un di più, un grande regalo che devo al pubblico. Sono stata molto fortunata perché, per strada, cammino tra gente che mi abbraccia, mi vuole bene, mi ringrazia per le risate che ho fatto fare. E non potevo sperare di meglio! Certo, ci saranno anche quelli che non mi sopportano, ma non me lo dicono”, conclude.





















