Gino Morabito
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Communication manager, scrittore, giornalista, content editor. Quattro libri pubblicati, di cui un romanzo. Professionista della comunicazione e ufficio stampa di talent ed eventi di caratura nazionale, collabora con La Sicilia e col Quotidiano di Sicilia firmando le pagine di cultura e spettacolo

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Paolo Briguglia: “In Sicilia faccio gli onori di casa, sul palco mi offro smascherato”

Paolo Briguglia, che presto tornerà sul piccolo schermo con “Le libere donne”, porta nella sua Sicilia l'adattamento teatrale di “Perfetti sconosciuti”: l'attore palermitano si racconta a BE Sicily Mag pochi giorni prima della tournée

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“Recitare nella propria terra è sempre un qualcosa in più. Senti che devi fare gli onori di casa. Sul piano attoriale aumenta la responsabilità, su quello umano l’emozione”. Parola di Paolo Briguglia. Attore oggi tra i più applauditi del panorama italiano, torna in teatro con l’adattamento di “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, qui anche regista della messinscena. Prodotto dalla compagnia Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Lotus Production, lo spettacolo dal cast stellare approda sull’Isola facendo quattro tappe: 16 e 17 dicembre a Modica (RG), 18 dicembre a Caltanissetta, 19 e 20 dicembre a Catania, 21 dicembre ad Augusta (SR).

Paolo Briguglia racconta “Perfetti sconosciuti”

Sul palco una commedia graffiante che continua a svelare con intatta precisione la fragilità di rapporti e relazioni. Anche Paolo Briguglia, talvolta, ha come la sensazione di ritrovarsi in una cristalleria dai corridoi stretti? “Le relazioni umane, un po’ per tutti, rappresentano una fragile cristalleria, a cui prestare la massima attenzione. Si corre sempre il rischio di non dedicare il giusto ascolto, di ferire, di fraintendere, oppure di creare dei sedimenti di incomprensione e di rabbia che si accumulano”, racconta a BE Sicily Mag.

Dal testo di “Perfetti sconosciuti” viene a galla una verità inequivocabile: siamo incapaci di comunicare in modo sincero con i nostri simili. “Non riusciamo ad essere sinceri con gli altri perché non lo siamo con noi stessi. Se ci fosse un minimo di educazione sotto questo aspetto, la gente sarebbe molto più in grado di vivere in armonia, innanzitutto con sé stessa e poi con gli altri”.

Paolo Briguglia: "In Sicilia faccio gli onori di casa, sul palco mi offro smascherato" - Be Sicily Mag - Paolo Briguglia foto 3

Il rapporto con il palco

Aperto il sipario, devi dominare le emozioni, se hai paura si vede. Paolo Briguglia è bravo a nascondere? “Sono molto più bravo sul palcoscenico che davanti alla macchina da presa. In teatro sento il respiro della sala, il respiro di tutto questo pubblico insieme che si unisce al mio, ed è straordinario. Io non sono lì per me, ma per portare una storia, per creare una trasformazione, e non ho paura. Mi sento veramente a mio agio, non ho bisogno subito di parlare. Riesco a fare nascere la parola dal silenzio, dalla relazione con gli altri attori. Mi viene naturale. Al cinema, invece, ho dovuto faticare molto”.

Abbandonare l’ansia da prestazione, è un esercizio che risulta facile? “Col tempo, con lo studio e con gli strumenti adatti, ho imparato a tenere l’ansia sotto controllo. Si tratta di esercizi di meditazione, di concentrazione, di respiro, tipo il lavoro dei mental coach con gli sportivi in preparazione e durante le gare. Torna davvero utile per gestire al meglio il momento della performance”.

Il teatro è rimasta forse l’unica strada per riuscire a salvarsi. “A differenza dei cinema, che – con l’avvento delle piattaforme di intrattenimento in streaming – sono drammaticamente vuoti, la gente ha bisogno di andare al teatro perché è il luogo dove si può cambiare. Cambiamo noi attori, quando dobbiamo interpretare un personaggio, non siamo più noi stessi, ci confrontiamo con emozioni diverse, pensieri diversi, relazioni diverse, e facciamo cambiare il pubblico, quando la storia è una narrazione bella, forte, potente”. Ogni volta andare in scena come se fosse l’ultima, quindi. “Sì, assolutamente! È questo il senso. Bisogna dare tutto, perché anche quella sera è unica. Il che si traduce con essere presenti: agli altri, alle relazioni, alla sala”.

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Siamo uno, nessuno e centomila. Abili nel metterci una maschera a seconda delle circostanze. Ce n’è una che indossa con particolare disinvoltura? “Soprattutto nel lavoro, bisogna essere sempre molto smaliziati, mostrarsi forti, duri, aggressivi. Trump insegna: prima dai un pugno e poi ti metti a trattare. Dal canto mio, invece, sono – per natura – una persona che, prima di discutere di qualunque cosa, ha bisogno di stabilire un incontro, una connessione con l’altro che sia il più possibile rispettosa e veritiera. Quindi, al contrario, mi offro smascherato, senza corazza, peccando forse di ingenuità”.

Paolo Briguglia: "In Sicilia faccio gli onori di casa, sul palco mi offro smascherato" - Be Sicily Mag - Paolo Briguglia foto 1

I personaggi in tv di Paolo Briguglia

Per un buono come Paolo Briguglia, “Brennero” è stata una grande rivalsa. “Finalmente interpretavo un serial killer, una sfida. Tutta la vita ho dovuto combattere con il fatto che, alla fine, vieni inevitabilmente catalogato: hai quell’indole, quindi fai questo. Mi offrivano quasi esclusivamente il personaggio del fratello buono, del figlio buono, del timido, dell’amico dell’eroe… Tanto che, a un certo punto, soffocato da questi ruoli, ho cominciato a rifiutarli. Ne è seguito un periodo difficile. Ho sofferto molto, perché sono rimasto fermo e avevo paura di non lavorare più. Poi, a poco a poco, sono ripartito e sono arrivati dei ruoli diversi, molto controversi pure, come quello in Brennero. Da lì, oggi mi offrono finalmente anche personaggi cattivissimi”.

Come in “Le libere donne”, attesissima fiction Rai che sta per uscire. “Ho interpretato un uomo di una crudeltà e di una cattiveria indicibili, nei confronti di questa donna che sposa, poi fa impazzire e la rifugia in una clinica psichiatrica per sequestrare tutti i suoi beni. Insomma, un personaggio molto complesso e sfaccettato, che spero vi piacerà”, conclude l’autore.

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