Chiara Ferrara
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Nata nel 1998, muove i primi passi nel giornalismo sui campi di calcio. Nel 2022 ha fondato il portale online sullo sport siciliano Sporticily. Con gli anni ha accolto nel suo taccuino i generi più variegati, dalla cronaca al lifestyle, sempre con l'obiettivo di raccontare la realtà, con un pizzico di spirito critico. È giornalista pubblicista dal 2020. A Be Sicily Mag ricopre il ruolo di coordinatrice della redazione Web.

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Da turisti a cittadini temporanei: l’Italia Nomad Fest a Palermo apre a un nuovo modello di città

A Palermo, dall'8 al 15 marzo 2026, l’Italia Nomad Fest propone un nuovo modello di turismo sostenibile basato su cittadini temporanei e crescita locale

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Chiara Ferrara
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Nata nel 1998, muove i primi passi nel giornalismo sui campi di calcio. Nel 2022 ha fondato il portale online sullo sport siciliano Sporticily. Con gli anni ha accolto nel suo taccuino i generi più variegati, dalla cronaca al lifestyle, sempre con l'obiettivo di raccontare la realtà, con un pizzico di spirito critico. È giornalista pubblicista dal 2020. A Be Sicily Mag ricopre il ruolo di coordinatrice della redazione Web.
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C’è un modello alternativo di turismo, che non si misura esclusivamente in notti prenotate e spese effettuate bensì in contributi utili alla crescita del territorio e relazioni costruite. È da questa visione che nasce l’Italia Nomad Fest, in programma dall’8 al 15 marzo 2026 a Palermo. L’organizzazione della prima edizione dell’evento è a cura di Beetcommunity, uno dei primi coliving del Paese, Nomad Retreats, piattaforma 100% italiana che facilita la connessione tra i lavoratori da remoto e i promotori di workation, e il Comune di Palermo. L’iniziativa, presentata nella sede di Villa Niscemi nella mattina di giovedì 18 dicembre, prevede un fitto programma di conferenze, workshop, tavole rotonde, networking internazionale e appuntamenti culturali.

La filosofia dell’Italia Nomad Fest

Il punto di partenza dell’Italia Nomad Fest è il superamento del turismo mordi e fuggi. L’obiettivo è trasformare il visitatore in un “cittadino temporaneo”: una persona che resta più a lungo, utilizza i servizi, instaura relazioni reali e condivide i valori della comunità che lo accoglie. “Un ospite che non consuma soltanto, ma contribuisce alla vitalità economica, sociale e culturale dei luoghi”, ha spiegato Marco Traina, co-founder di Beetcommunity insieme ad Ambra Terrasi.

Il contesto globale rende questo cambio di paradigma non solo possibile, ma necessario. Il lavoro da remoto è ormai una realtà strutturata che connette talenti globali e competenze locali, la mobilità internazionale è in crescita e le città sono chiamate a ripensarsi. In questo scenario, il fast tourism diventa un problema da governare. La quantità non rigenera, mentre la qualità può produrre benefici nel lungo periodo. Tra gli scopi del festival c’è inoltre quello di creare condizioni più attrattive per i giovani, spesso costretti a partire e impossibilitati a tornare. Un problema strutturale che fa sì che gli ecosistemi locali si impoveriscano.

La prima edizione a Palermo

Palermo è stata scelta come sede della prima edizione dell’Italia Nomad Fest non a caso. È una città storicamente nomade, stratificata culturalmente, abituata all’incontro e all’ibridazione. Qui l’ospitalità non è solo un servizio, ma un valore identitario. Il cittadino temporaneo trova un contesto fertile per vivere la città, frequentarne i luoghi, partecipare alla vita quotidiana e costruire legami che spesso diventano ritorni futuri.

La scelta di Villa Niscemi come location rafforza questa visione. Un luogo fuori dai circuiti del turismo di massa, immerso nel verde e per questo capace di ospitare momenti di benessere, confronto e contaminazione. Anche il periodo non è casuale: il mese di marzo è una leva strategica per la destagionalizzazione, grazie al clima mite. I numeri attesi parlano di circa 200 partecipanti, tra ospiti nazionali e internazionali. Tra i temi che verranno trattati dagli speaker ci sono l’imprenditorialità, il business online, gli stili di vita innovativi, la tecnologia e la finanza decentralizzata.

Il futuro dei “nomadi digitali”

Palermo si candida dunque a una casa ideale per i cosiddetti nomadi digitali, anche il lavoro ancora da fare è tanto. “È un fenomeno – ha raccontato Federico Violante, co-founder di Nomad Retreats insieme ad Alessio Fabiani – che va avanti da diversi anni, dopo la pandemia di Covid-19 c’è stato un enorme aumento dei numeri. Lisbona è un esempio per il 2024, anche se è stata oggetto di una falsa narrazione che ha criticato questo modello. I numeri reali parlano di 8,5 milioni di turisti e 20 mila nomadi digitali, che non sono di certo troppi, dato il valore che danno alla città”.

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L’impatto del cittadino temporaneo è infatti diverso da quello del turista tradizionale. Se quest’ultimo resta due o tre notti, il nomade digitale può vivere la città per mesi, talvolta anche per un anno. È così che frequenta palestre, scuole, teatri, ristoranti, usa i mezzi pubblici, va allo stadio, fa la spesa. Concentrando in un periodo relativamente breve attività che un residente distribuisce invece nel corso della vita, genera un indotto significativo e diffuso.

È anche per questo che il festival coinvolge Confcommercio e una rete di partner locali: perché il nomade deve avere l’opportunità concreta di vivere e spendere in città. “La filosofia dell’accoglienza è un must per i commercianti. Il festival rappresenta dunque un’opportunità economica nel lungo periodo. È inoltre una promozione della branding reputation della città, di cui ogni singola azienda si nutre. È uno stimolo per creare qualcosa di nuovo, perché la domanda genera offerta”, ha commentato la presidente Patrizia Di Dio.

Il sostegno delle istituzioni all’Italia Nomad Fest

L’Italia Nomad Fest ha per questi motivi anche il supporto delle istituzioni. “Palermo, in quanto città nomade, è chiamata a cambiare punto di vista e a diventare più flessibile. Il festival può essere un punto di partenza”, ha sottolineato Maurizio Carta, assessore alla Rigenerazione urbana e alla Mobilità del Comune di Palermo. “In una società sempre più elastica, in ogni settore servono soluzioni modulari e componibili, capaci di rispondere a bisogni mutevoli. Per i trasporti pubblici, ad esempio, stiamo pensando a dei servizi a chiamata, mentre nella cultura a una maggiore rotazione degli spettacoli”. È per questo motivo che l’iniziativa conterà sul supporto di partner importanti come Amat.

E poi, c’è il tema cruciale dell’abitare: oggi la domanda e l’offerta di case spesso non si incontrano per localizzazione, dimensioni e rigidità dei modelli. “Oggi Palermo ha un problema abitativo, così come l’Italia e l’Europa. A fronte di un enorme stock di case abitabili, c’è un enorme numero di persone senza case”, ha evidenziato l’esperto. Su questi argomenti, il festival può accendere un importante riflettore e dare il via a riflessioni cruciali per il futuro.

Un caso concreto

A fornire un esempio concreto di come Palermo e in generale le città possono trarre benefici dai “cittadini temporanei” è stato Fabio Corsini della Palermo Film Commission, il quale ha parlato del lavoro dietro alla nuova serie di Amazon MGM Studios, Postcards from Italy, con Nicole Wallace protagonista. “La produzione, per oltre quattro mesi, ha portato in città ben 105 persone fisse. Soltanto l’introito alberghiero generato ammonta a 290 mila euro”, ha rivelato.

I membri della produzione sono diventati tuttavia cittadini attivi sotto diversi punti di vista. “Oltre la metà ha ammesso di essere andato a cena fuori almeno due volte a settimana, mentre il 2% ha preferito mangiare in appartamento, facendo dunque la spesa nei supermercati. Gran parte di loro sono stati al cinema, a teatro, ai concerti e allo stadio. Un elemento importante inoltre riguarda la mobilità: solo il 20% ha utilizzato l’auto, il resto mezzi sostenibili”, ha concluso.

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