Sono soltanto novanta i chilometri che le separano geograficamente e di fatto l’isola di Malta e la Sicilia sono connesse da tempi immemori. È proprio per studiare il legame tra questi territori che prende avvio la campagna oceanografica della nave da ricerca R/V “Gaia Blu” del Consiglio nazionale delle ricerche, che si concluderà il 7 gennaio. La missione BRIDGES ha l’obiettivo di individuare e analizzare i resti dell’antica porzione di terra emersa che fungeva da ponte naturale tra la zona sud-orientale dell’isola italiana e le isole di Malta e Gozo. Una spedizione suggestiva, che si auspica possa contribuire a chiarire come la Sicilia sia stata per Malta una porta d’accesso al Mediterraneo.
La nascita del progetto di ricerca
Un legame millenario, studiato a lungo, fatto di storia, commerci e scambi culturali accomuna la Sicilia e Malta. A questo si aggiungono rotte marittime brevi e approdi naturali, oltre a una vicinanza fisica che, secondo gli esperti, circa 22.000 anni fa – durante l’era glaciale, quando il livello del mare era di circa 120 metri più basso rispetto a oggi – consentiva l’esistenza di un corridoio naturale fondamentale per i flussi migratori di animali e dei primi esseri umani.
Da queste premesse nasce BRIDGES, il progetto voluto dagli esperti dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr (Cnr-Ismar), in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e l’Università di Malta. I due principal investigator della campagna sono Maria Filomena Loreto (Cnr-Ismar) ed Emanuele Lodolo (OGS).
Gli strumenti e le tecniche per l’analisi del fondale
La tecnologia avanzata del nostro secolo, a bordo della R/V “Gaia Blu”, permetterà inoltre di analizzare l’area attraverso mappature di altissima precisione. BRIDGES diventa così un’occasione preziosa per ricostruire in maniera analitica un frammento di storia del Mediterraneo. Nello specifico, le attività svolte dall’equipaggio di ricercatori consisteranno nel confrontare la morfologia attuale del fondale marino con quella del passato, individuando antiche valli e linee di costa e prelevando campioni di sedimenti per studiarne l’esposizione fuori dall’acqua. L’obiettivo è anche quello di intercettare eventuali tracce del passaggio di esseri viventi. Dai risultati della campagna si spera, infine, una rinnovata e rafforzata cooperazione euromediterranea tra le due isole sorelle.





















