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lunedì|13 Aprile|2026
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Al via Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea: l’arte come motore di sviluppo e coesione sociale

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La lingua universale della cultura: il miglior deterrente allo scorrimento del sangue, che sia determinato da eventi naturali così come dall’espressione più stupida della volontà umana, le guerre, come quelle oggi paventate o già tragicamente in corso. Di questo messaggio un luogo come Gibellina si fa latore da oltre mezzo secolo. Proprio la notte del 15 gennaio di 58 anni fa il Sisma del Belice devastò infatti totalmente il paese, insieme con altri sette comuni del comprensorio diviso tra le province di Trapani Agrigento e Palermo.

Oltre cinquant’anni di rinascita visionaria

Da allora è cominciato un faticoso tortuoso e visionario percorso di rinascita, alimentato dal politico avvocato è Mecenate locale Ludovico Corrao, che di Gibellina fu sindaco per 25 anni, dal 1969 al 1994. Quel messaggio da oggi pomeriggio risuona ancora più forte, con l’avvio degli eventi Gibellina capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, manifestazione che punta a trasformare la città siciliana in un laboratorio di rigenerazione culturale sociale e comunitaria con un ricco calendario di appuntamenti iniziative finalizzato a dimostrare il valore sociale dell’arte nella costruzione di comunità.

Una scelta quella della data che assume un valore profondamente simbolico e politico: riaffermare il legame tra arte, memoria e ricostruzione, riconoscendo nella storia di Gibellina un paradigma universale secondo il quale la cultura non è mero ornamento, ma fondamento di rinascita e progettualita’ collettiva.

“Portami il Futuro”: l’arte come pratica civica

A curare il progetto, intitolato Portami il Futuro, promosso dalla Direzione generale creatività contemporanea del ministero della cultura e sostenuto dalla Regione Siciliana, dal comune di Gibellina, nonché dal museo d’arte contemporanea ‘Ludovico Corrao’ e dalla Fondazione Orestiadi, è il direttore artistico Andrea Cusumano: “Portami il futuro” per Gibellina significa interrogarsi su come questa città con la sua storia anomala e radicale, potesse tornare a essere uno stimolo per il paese, non un semplice contenitore di eventi ma un luogo capace di esprimere una narrazione necessaria sulla contemporaneità” afferma Cusumano. “Gibellina è una città che si è ricostruita insieme agli artisti – continua -, affidando all’arte un ruolo attivo nel processo civico: non quindi un esercizio estetico o un gesto simbolico ma una pratica concreta di relazione, responsabilità e presenza”.

Al via Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea: l'arte come motore di sviluppo e coesione sociale - Be Sicily Mag - Francesca Corrao
Francesca Corrao, presidente della Ffondazione Orestiadi

Questa giornata inaugurale, come quella di domani sì articola secondo un programma che intreccia arti visive dietro la musica, parola poetica e architettura, restituendo l’identità della città come luogo di sperimentazione culturale, apertura mediterranea e visione trans-nazionale. Due giorni concepiti come unica narrazione in cui memoria e contemporaneità dialogano attraverso i luoghi simbolo della ricostruzione è attraverso le pratiche artistiche del presente. Le due giornate inaugurali danno avvio a un programma che attraverserà l’intero 2026 tra mostre, residenze d’artista, pratiche performative, progetti educativi, attività di partecipazione e momenti di studio.

Gibellina, paradigma nazionale per l’arte e lo sviluppo sociale

Il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea, conferito per la prima volta in Italia, qui assume un significato strategico e paradigmatico: fin dalla sua rifondazione, a venti chilometri dall’epicentro del terremoto che sconvolse “Gibellina vecchia”, la città ha infatti scelto di affidare agli artisti un ruolo Centrale nel processo civico, facendo dell’arte un motore di sviluppo e un catalizzatore di coesione sociale.

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Sarà dunque un’iniziativa corale, costruita in rete con i comuni di tutta la valle del Belice, con i centri della provincia di Trapani e attraverso un ampio partenariato nazionale e internazionale. “La finalità è affermare Gibellina come epicentro di cultura mediterranea, intesa come luogo di scambio prossimità e pluralità” ha detto la professoressa Francesca Corrao, docente di cultura mediterranea alla LUISS Guido Carli e presidente della Fondazione Orestiadi. Linea confermata anche dal sindaco Salvatore Sutera: “Gibellina capitale della cultura contemporanea in Italia non vuole essere soltanto un’iniziativa di natura culturale, ma una vera e propria politica pubblica che riconosce all’arte una funzione sociale e un ruolo strategico nello sviluppo del territorio”.

L’impegno per un lascito duraturo

L’auspicio è che i riflettori non si spengano il prossimo 31 dicembre. “L’impegno-continua il sindaco – è di continuare a valorizzare e sostenere un patrimonio immenso, sia materiale, fatto di opere d’arte straordinarie e di architettura che hanno reso Gibellina celebre nel mondo, sia immateriale, in cui il fattore umano costituirà il lascito di questo anno straordinario che oggi inauguriamo”.

Al via Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea: l'arte come motore di sviluppo e coesione sociale - Be Sicily Mag - Il ministro Giuli
L’ìntervento del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli

Le mostre inaugurali e i temi dell’anno

Le mostre inaugurali delineano i temi portanti dell’intera annata. Oggi nel teatro di Pietro Consagra, parte la mostra “Dal mare. Dialoghi con la città frontale‘” a cura di Andrea Cusumano, che riunisce le video installazioni Resto del duo Masbedo con The Bell TollsUpon the Wawes di Adrian Paci che offre una riflessione sul Mediterraneo come orizzonte politico e esistenziale. E nel contempo ne viene inaugurata un’altra, Colloqui: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo a cura di Cristina Costanzo e Enzo Fiammetta. Esposizione, questa, che mette in relazione le opere di cinque artiste centrali nella storia culturale di Gibellina e nel panorama dell’arte italiana. Domani invece sarà la volta di Austerlitz, progetto installativo di Daniele franzella all’interno della chiesa di Gesù e Maria progettata da Nanda Vigo. Questa mostra è parte della collettiva “Generazione Sicilia. Collezione Elenk’Art“, a cura di Alessandro Pinto e Sergio Troisi che si sviluppa al Mac – Museo d’arte contemporanea Ludovico Corrao.

Il riconoscimento del Ministro

“Non poteva che essere Gibellina la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea – ha detto il ministro della cultura Alessandro Giuli, intervenuto stamane all’inaugurazione -. Gibellina è sinonimo di resilienza rinascita e ricostruzione all’insegna di valori come pace e bellezza. Ovvero quelli che portano avanti gli artisti nel loro ruolo di generatori di futuro” ha concluso il ministro.

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