La tradizione dei pupi siciliani non è più confinata solo alle strade, teatri e piazze dell’isola: nel 2025, questa espressione unica di cultura popolare è tornata a Parigi, testimoniando quanto sia viva e apprezzata fuori dai confini nazionali. A portare la magia dell’Opera dei Pupi a Parigi, straordinaria forma di teatro di marionette riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO, è stata una delle famiglie più significative di questa arte: i Figli d’Arte Cuticchio di Palermo.
Un ritorno storico dopo quasi sessant’anni
Era il 7 febbraio 1967 quando Giacomo Cuticchio, tra i maestri pupari palermitani, portò per la prima volta a Parigi lo spettacolo “L’arrivo di Angelica a Parigi” nel Teatro Siciliano dell’Ambasciata d’Italia. Accanto a lui, il giovane Mimmo Cuticchio imparava i segreti dell’arte dei pupi. Oggi, dopo quasi sei decenni, è proprio Mimmo ad aver riportato in scena lo stesso capolavoro, affiancato dal figlio Giacomo Cuticchio, che porta il nome del nonno e prosegue con la stessa passione di famiglia.
L’evento è stato promosso dall’Ambasciatrice d’Italia Emanuela D’Alessandro e dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, nel cuore della capitale francese, ribadendo il valore culturale e il potere comunicativo di questa tradizione.
Opera dei pupi a Parigi: un ponte culturale tra Sicilia e Francia
I pupi siciliani sono molto più di marionette: rappresentano un mondo narrativo di epopee cavalleresche, storie di eroi, duelli e amori ispirate ai poemi medievali come l’“Orlando innamorato” e l’“Orlando furioso”. Queste narrazioni epiche, che traggono elementi anche dalla tradizione francese dei paladini, trovano un terreno ideale per dialogare oltre confine, soprattutto in una città come Parigi.
Secondo l’Ambasciatrice D’Alessandro, lo spettacolo mette in luce valori universali quali la libertà, l’onore e l’amicizia, concetti riconosciuti e condivisi tra culture diverse, rendendo l’Opera dei Pupi non solo un testimone dell’identità siciliana, ma anche un emissario culturale internazionale.
Patrimonio UNESCO: un valore condiviso
L’Opera dei Pupi è stata inserita nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2008, proprio per la sua unicità artistica, la tradizione orale e l’artigianalità delle marionette e delle tecniche narrative che la caratterizzano. Questo riconoscimento conferma il valore universale di un’arte nata in Sicilia nel XIX secolo e oggi riconosciuta in tutto il mondo.
L’arte dei pupari: tra memoria, continuità e futuro
La presenza dell’Opera dei Pupi a Parigi è anche simbolica: non solo si tratta di un ritorno nello stesso teatro di sessant’anni fa, ma rappresenta una continuità familiare e culturale che ha attraversato generazioni. Ogni spettacolo, infatti, è un atto di memoria, abilità e passione, che si trasmette di padre in figlio, con la stessa cura per le tecniche tradizionali, le scenografie dipinte a mano e le voci recitate dal vivo.
Secondo molti studiosi e appassionati, questo tipo di presenza internazionale non solo rafforza la consapevolezza di un patrimonio siciliano straordinario, ma invita anche all’apertura di nuove prospettive per la diffusione e il rinnovamento di questa forma d’arte tra le nuove generazioni.





















