“Credo che sia un tema molto attuale. La gogna mediatica rovina reputazioni, invade la privacy, distrugge vite. E spesso lo fa senza motivo”. Con queste parole, Marina Di Guardo ha aperto la presentazione del suo nuovo romanzo Braccata, venerdì scorso alla Feltrinelli di Palermo. Un thriller a tinte forti, come da tradizione, ma con un cuore ancora più pulsante: quello della persecuzione mediatica e della disillusione nei rapporti umani.
Angela, la protagonista che ci somiglia più di quanto vorremmo
Al centro della trama c’è Angela, una donna che si ritrova travolta da sospetti, indagini e insinuazioni dopo un fatto di sangue. Prima ancora che le forze dell’ordine facciano chiarezza, è già diventata il bersaglio di un’ossessione collettiva.
“Mi interessava raccontare cosa succede quando la stampa — o meglio, una certa stampa — decide chi è colpevole prima ancora che lo faccia la giustizia”, ha spiegato l’autrice. Angela non è solo un personaggio: è un punto di vista. È la lente attraverso cui il lettore può osservare il meccanismo perverso della spettacolarizzazione del dolore.
La disillusione come motore del delitto
Oltre alla pressione mediatica, Braccata esplora un altro tema caro a Marina Di Guardo: la disillusione: “Chi di noi non ha mai vissuto la delusione di scoprire che una persona vicina non era affatto come pensavamo?”, ha detto durante l’incontro.
Nel romanzo, la disillusione non è solo un sentimento: è la miccia. È ciò che può trasformare la rabbia in azione, il dolore in vendetta. E nel thriller, si sa, ogni emozione può diventare un movente.

Ortigia: un’ambientazione siciliana che sa di promessa mantenuta
Come promesso nella sua precedente visita a Palermo, Marina Di Guardo ha scelto di ambientare buona parte del romanzo in Sicilia. “Ortigia è il cuore del libro. La tonnara di Santa Panagia, con le sue rovine e il mare cristallino, è il luogo perfetto per il primo delitto. Volevo che il lettore respirasse la bellezza inquieta di questa terra”, ha raccontato Di Guardo.
La copertina del romanzo, infatti, mostra proprio la tonnara, fotografata anni fa quando aveva ancora il tetto. E se Ortigia è il punto di partenza, Milano è il teatro degli altri delitti. Un contrasto che amplifica tensione e ritmo.
Un romanzo che non si lascia indovinare
“In questo libro ho fatto di tutto per non farvi capire chi è il colpevole”, ha detto Marina con un sorriso. Chi conosce il suo stile sa che ama giocare con il lettore, depistarlo, sorprenderlo. E stavolta, promette, sarà ancora più difficile arrivare alla verità prima dell’ultima pagina.
Tra le ombre del thriller, c’è anche una luce: Alfonso, il maresciallo capo che si occupa delle indagini. “È un uomo d’altri tempi, capace di sospendere il giudizio, di offrire protezione e rispetto. Angela si aggrappa a lui per sopravvivere”, ha raccontato Marina. Una figura che diventa ancora più preziosa quando tutto il resto — amici, parenti, colleghi — sembra voltare le spalle.
Amicizia, tradimento, verità
Durante la presentazione, moderata da Roberto Gueli e Sara Priolo, si è parlato anche di amicizia. Nel romanzo, ci sono amiche che tradiscono e altre che restano.
“La vera amicizia è quella che ti ascolta anche alle dieci di sera, che c’è quando tutto crolla. È una madre che ti accetta con pregi e difetti”, ha detto Marina, rispondendo a una domanda del pubblico.


“Braccata vi terrà incollati alle pagine, ma vi farà anche riflettere. E poi, fatemi sapere se avete indovinato il colpevole”, ha concluso Marina Di Guardo, salutando i lettori di Be Sicily Mag con il suo consueto calore.



















