Attrice palermitana di razza, Roberta Caronia porta in scena “La rigenerazione” di Italo Svevo, regia di Valerio Santoro, con protagonista Nello Mascia. La sua è una recitazione autentica, istintiva e al tempo stesso consapevole, capace di dare corpo e anima a personaggi complessi, stratificati, mai scontati. Un’interpretazione che non si limita a rappresentare: scava, interroga, restituisce emozioni vive e necessarie, lasciando emergere fragilità, contraddizioni e forza con una naturalezza disarmante. Lo spettacolo, prodotto da Teatro Biondo di Palermo in collaborazione con Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, verrà rappresentato dal 3 all’8 febbraio 2026 allo Stabile di Catania.
Roberta Baronia racconta “La rigenerazione”
Roberta Caronia ha raccontato a BE Sicily Mag che effetto le fa ritrovarsi davanti al pubblico, a prescindere dai rapporti di parentela che talvolta potrebbero celarsi tra le prime file. “Il pubblico è, per me, un cortese sconosciuto che devo comunque conquistare. Anzi, a volte, il pubblico che ti conosce è anche il più severo. Tuttavia, ogni volta, è sempre emozionante poter recitare in Sicilia, perché è la terra in cui sono nata e perché mi piace aderire a dei progetti culturalmente vivi”.
Considerando la natura spesso distratta dello spettatore contemporaneo, che tipo di attenzione è necessaria per fruire di quest’opera e quale impegno emotivo viene richiesto? “Il teatro è un luogo di poesia ed evocazione, pertanto viene richiesta al pubblico una certa capacità di rielaborazione. Una sorta di montaggio di tutti gli elementi attraverso la propria fantasia. Il che diventa un’esperienza molto nutriente. Nello specifico, poi, di questo spettacolo, mettiamo in scena un testo di un autore italiano che usa un linguaggio alto, racconta e si immerge in alcune tematiche che sono anche difficili da affrontare: la vecchiaia in primis, un tema scomodo, che sembra allontani e, invece, siccome ne siamo tutti ossessionati, avvicina enormemente”.
Un grande classico della letteratura che racconta di crisi e rinascita. “La crisi deriva dal fatto di non corrispondere più a quello che noi ci aspettiamo di essere. Non vogliamo accettare di perdere una competenza, per esempio, di affrontare la malattia o anche semplicemente di non sentirci più gagliardi come un tempo. Svevo ci parla del cambiamento, del coraggio che ci vuole per accettarlo, e dunque anche della rinascita”.

Il teatro come riflessione
“La rigenerazione” offre numerosi spunti di riflessione. Se ampliamo lo sguardo, quale trasformazione urgente si impone nel nostro presente? “È chiaro a tutti che stiamo vivendo una realtà decisamente logorata, in un mondo completamente vessato. Pertanto, è difficile immaginare un cambiamento diverso da quello di guardare maggiormente alle necessità reali di chi ci sta accanto, imparando a non arraffare agli altri indiscriminatamente”.
Tuttavia, rigenerarsi non significa cambiare sé stessi. “Credo, piuttosto, che – come le piante che si rigenerano – sia necessario trovare in noi stessi l’energia e la forza per rimanere sempre attivi, vigili, vitali, vogliosi, interessati a quello che accade, curiosi della vita insomma”. Si può considerare legittimo il desiderio di ringiovanimento? “Certo che sì! Tuttavia, al di là di un bell’aspetto esteriore che non guasterebbe, bisognerebbe riuscire a restare giovani nell’anima. Penso sia questo, alla fine, quello che dovrebbe insegnarci l’opera di Svevo”.
Che immagine le restituisce lo specchio? “Una me che, tutto sommato, non mi dispiace. Una donna che corrisponde alla mia età, con una testa che amo e che non cambierei per nulla al mondo con la ragazza che ero a venticinque anni. Vedo riflessa una figura che corrisponde esattamente al percorso che ho fatto e a dove sono, per cui va benissimo così, anche con tutte le rughe”.

I prossimi progetti di Roberta Caronia
E sui suoi progetti per il futuro, Roberta Caronia svela: “Quello che posso anticipare è che prossimamente uscirà nelle sale il film La salita, la prima regia di Massimiliano Gallo, che mi ha voluto come protagonista. Anche per me, dunque, un esordio, del quale sono entusiasta. L’abbiamo presentato a Venezia durante le giornate degli autori, e adesso sono davvero curiosa di vedere cosa succederà”.



















