Igor Scalisi Palminteri torna a riempire Palermo d’arte con Morti per la libertà, un’opera dedicata alla Resistenza partigiana. I protagonisti del murale sono Pompeo Colajanni e Olema Righi, due simboli del movimento. Il murale è stato realizzato su una delle facciate dell’istituto scolastico Alberico Gentili e verrà inaugurato il 20 gennaio alla presenza del presidente nazionale dell’ANPI, Gianfranco Pagliarulo, insieme alle rappresentanze e alle autorità locali e regionali. A coronare l’opera, la frase “Per la libertà”, un richiamo diretto alla necessità di mantenere viva la memoria di chi si è battuto per un domani migliore.
Un’opera in memoria della Resistenza
Con questo intervento si dà seguito al programma di iniziative promosso in occasione dell’80° anniversario della Liberazione, in concomitanza con la nascita dell’Anpi e la fondazione della Repubblica Italiana. A volere fortemente l’opera è stata l’ANPI provinciale di Palermo che, grazie al contributo dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, ha offerto alla città un esempio concreto di unità nazionale, ieri come oggi, tra Nord e Sud. Un’unità raccontata attraverso un partigiano siciliano e una staffetta emiliana, per ricordare chi ha dato tutto per la sconfitta definitiva del nazifascismo e l’apertura delle porte alla democrazia.
Il sacrificio per la democrazia
I mezzi di comunicazione di cui disponiamo oggi ci fanno spesso percepire la libertà di espressione come un dato scontato. Se possiamo esercitarla, è anche grazie a persone come Pompeo Colajanni, nome di battaglia il comandante Barbato, e Olema Righi, Wanda, il cui coraggio li spinse a dire no all’oppressione nazifascista. Guardarli raffigurati su quella parete significa riconoscersi in un modello di libertà e di resistenza che va confermato ogni giorno con il nostro operato, continuando a respingere ogni forma di neofascismo.
“Sono felice che l’ANPI mi abbia chiesto di dipingere questi due partigiani, figure determinanti nella lotta contro il nazifascismo, lei del Nord e lui del Sud. È l’ultima opera del 2025, di cui vado profondamente orgoglioso. Sono fiero che Palermo oggi abbia un’opera dedicata ai partigiani e alle partigiane morti per la libertà” ha dichiarato l’artista.
L’Italia dal volto democratico
La presenza di Wanda non è casuale: la scelta risponde alla volontà di sottolineare come le decisioni quotidiane di donne come lei abbiano contribuito in modo attivo a cambiare le sorti del Paese. Con le loro biciclette, queste donne costruivano infatti una rete di comunicazione fondamentale tra i diversi gruppi partigiani. Il volto di Pompeo Colajanni diventa invece portatore di un messaggio trasversale, simbolo di un Sud che ha combattuto per la liberazione del Nord, nel segno di un’unità profondamente sentita. È da questa combinazione di elementi che sono nati la Repubblica, l’approvazione della Costituzione e la diffusione dei valori propri di uno Stato democratico.
“Abbiamo voluto realizzare due immagini che ci riportano a un periodo storico eccezionale della nostra storia nazionale, un momento in cui il Paese riesce a ritrovare e reinventare una propria identità” ha affermato Armando Sorrentino, vicepresidente vicario dell’ANPI provinciale di Palermo.


















