Giuliana Arcarese era una semplice ragazza siciliana quando decise di lasciare il suo piccolo paesino in provincia di Caltanissetta per seguire un amore travolgente oltreoceano, arrivando fino in America. Vent’anni, tanta incoscienza e nessuna paura di cominciare da zero. Lui era un militare di base a Sigonella, lei una studentessa universitaria piena di sogni e curiosità per il mondo. Da quell’incontro è iniziato un viaggio che l’avrebbe portata a cambiare vita, lingua e orizzonte.
Oggi è Makeup Delight, una delle più seguite makeup artist al mondo. Milioni di visualizzazioni, migliaia di followers, due figli e una casa immersa nel verde in Ohio. Un successo che la riporterà presto in Italia, per presentare il suo libro “America Delight”. È molto più di una semplice autobiografia: è un racconto sincero e coinvolgente, una storia d’amore, coraggio e rivincita. Due gli appuntamenti: il primo a Milano il 25 febbraio alla Libreria Mondadori in Piazza del Duomo con la presenza di Clio MakeUp; l’altro nella sua Sicilia, il 6 marzo alle 18 alla Libreria Feltrinelli di Catania, in via Etnea.

Ma prima di diventare un volto noto del web, Giuliana ha indossato un’uniforme: ha servito nell’esercito americano, lavorando all’interno dell’Air Force, dove ha imparato la disciplina, la forza e il valore del coraggio. Guardandosi indietro è fiera di quello che ha raggiunto, ma tante volte ha rischiato di perdersi, scontrandosi con la dura realtà di quello che per molti è il “sogno americano”. Una storia di amore e determinazione, di scelte audaci e di rinascita, che dimostra come la bellezza – quella vera – inizi sempre da dentro.
La storia di Giuliana Arcarese, dalla Sicilia all’America
Giuliana Arcarese non riesce a spiegare bene il perché del suo trasferimento. “In realtà non l’ho deciso…è capitato! Durante una serata con le amiche, a Catania, dove frequentavo l’università di Scienze Politiche, ho conosciuto Brian, militare a Sigonella. Un vero colpo di fulmine. Quando lui, dopo circa un anno, mi disse che doveva rientrare in America, mi sembrò quasi naturale trasferirmi insieme a lui. Ovviamente la mia famiglia non la prese benissimo, ma io non volevo assolutamente perderlo e, con l’incoscienza dei miei vent’anni, decisi di seguirlo. Oggi sono 27 anni che siamo sposati”, ha raccontato.
Da San Cataldo all’America. Un bel salto. “Un salto nel buio direi, ma per fortuna il tempo mi ha dato ragione. Abbiamo vissuto in California, a Washington, nel Rhode Island, in Virginia, in Texas. Undici traslochi in totale, prima di trovare la nostra dimensione in questa casa immersa nel verde, vicino alla famiglia d’origine di mio marito. Mi sembrava la scelta migliore, soprattutto per i miei figli. Mi piace vivere qui, a contatto con la natura. L’unico problema è il clima: gli inverni sono freddissimi, la temperatura può arrivare fino a -25 gradi”.

Il lavoro nell’Air Force
La coppia ha dovuto fare tanti sacrifici, soprattutto all’inizio. “I primi tempi sono stati davvero duri. Negli anni in cui le mie coetanee andavano in discoteca, io lavoravo sette giorni su sette, facendo i lavori più impensabili. Ho distribuito giornali di notte, fatto le pulizie, consegnato pizze. Fino a quando ho deciso anch’io di intraprendere la carriera militare arruolandomi nell’Air Force. Dopo un durissimo corso di addestramento, ho iniziato a lavorare all’obitorio militare che si occupava del rimpatrio delle salme dall’Iraq e dall’Afghanistan. All’inizio mi nascondevo per non vedere da vicino quei corpi dilaniati dalla guerra, ma a poco a poco ho imparato ad affrontare le mie paure”.
Un lavoro che per Giuliana ha rappresentato un punto di inizio, seppure difficile. “A ognuno di noi veniva assegnato un corpo, che veniva fotografato e controllato in ogni dettaglio, per poi passare all’FBI, per prendere impronte digitali, calchi dentali, autopsia e imbalsamazione. Quindi venivano vestiti con la divisa e restituiti alle loro famiglie. Per me il momento più duro era sempre quello in cui sistemavo i loro effetti personali e trovavo foto, lettere, preghiere. Era un momento straziante che mi porterò sempre dentro”.
Il successo con Makeup Delight
Poi, Giuliana è diventata Makeup Delight. “Anche lì è stato un caso. Ho letto un articolo in cui si parlava di ragazze che facevano tutorial per truccarsi, io avevo lavorato per un’azienda cosmetica e fatto un corso per makeup artist. Così, per scherzo, visto che avevo partorito il mio primo figlio da tre mesi, ed ero a casa, ho cominciato a fare dei video. A poco a poco hanno cominciato a seguirmi, a contattarmi, sono arrivate le prime proposte di collaborazione, il primo libro con Rizzoli e il secondo, uscito pochi mesi fa, con Cairo. Mi sembrava incredibile potesse diventare un vero lavoro”.
Molti dei suoi follower sono italiani. “Ho un seguito di persone che sono cresciute con me. Il mio target è per lo più composto da donne non giovanissime, ma che quando hanno iniziato a seguirmi, nel 2009 lo erano. E anche io! Alcune mi scrivono che hanno iniziato a seguirmi quando avevano 14 anni ed ora sono madri. Per me questa è una soddisfazione enorme. Neanche i miei figli mi seguono. Sono troppo cringe, secondo loro. Loro sono molto riservati e poco social. Una delle poche volte che li ho coinvolti è stato quando siamo stati invitati alla Casa Bianca durante la presidenza di Barack Obama. Brian lavorava al Pentagono e siamo andati lì per la festa di Halloween. Ho ancora in mente la scena surreale in cui i miei figli prendevano i dolcetti dalle mani di Michelle Obama”.

E su qual è stato il segreto del successo, Giuliana non ha molti dubbi. “Ho creato un rapporto di fiducia con chi mi segue, provo in prima persona i prodotti di cui parlo, non ci sono grandi sponsorizzazioni dietro. Faccio tutto da me, da casa, anche il montaggio dei video. Uso un linguaggio semplice, quotidiano. Racconto molto di me, come quando ho parlato del mio percorso di dimagrimento. Ho avuto un’infanzia non semplicissima, non mi sono mai drogata, non ho mai fumato, non ho mai bevuto: la mia droga è stata il cibo. Alternavo grandi abbuffate a diete estreme, fino a quando, dopo la gravidanza, sono arrivata a pesare 101 chili. A quel punto ho deciso di farmi seguire da dei professionisti e, senza scorciatoie o interventi, ma con tanta costanza, attività fisica, dieta e un supporto psicologico, sono arrivata ai 61 chili di adesso. Tante ragazze si sono avvicinate a me proprio sentendo questa storia, ho capito che è un problema più diffuso di quanto si pensi”.
L’intervista completa a Giuliana Arcarese è su BE Sicily Mag – Dicembre 2025: acquista la copia in tutte le edicole siciliane o online.





















