Un evento tragico come il terremoto che ha colpito il Belice, in provincia di Trapani, tra la notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, è impossibile da cancellare dalla memoria collettiva. Oggi, infatti, si ricorda l’avvenimento nei luoghi che furono devastati da scosse di terremoto di magnitudo 6.4, con una serie di iniziative in programma fino a lunedì 19 gennaio, che coinvolgono la popolazione cittadina. Il sisma distrusse tutti gli edifici in tufo più fragili dell’area rurale, lasciando oltre 100 mila persone senza abitazione e colpendo tra 15 centri abitati. Davanti a un simile scenario, la comunità si stringe ancora nel ricordo delle vittime.
Le conseguenze del terremoto del ’68
Le scosse che, durante la notte di quel 14 gennaio, svegliarono gli abitanti del Belice ebbero un’intensità devastante. I danni colpirono Gibellina, Poggioreale, Montevago, Salaparuta e altre località circostanti, con circa 300 vittime e oltre mille feriti. Non furono di aiuto gli interventi, spesso mal gestiti, che lasciarono per mesi – e poi per anni – molte persone in condizioni di sfollamento, rifugiate in tende di fortuna o costrette ad abbandonare la propria terra. La ricostruzione, lenta, controversa e ancora non del tutto completata, è stata segnata da problemi burocratici e amministrativi, lasciando spazio anche a progetti di riqualificazione come Gibellina Nuova o il memoriale “Cretto” di Alberto Burri.
Il volto presente del Belice
La condizione odierna, seppur migliorata nei principali centri abitati grazie alla ricostruzione delle infrastrutture, non sembra essere ancora sufficiente. Le tracce del terremoto sono tuttora visibili in alcuni luoghi, che sollecitano la memoria di una comunità colpita non solo materialmente nelle abitazioni, ma anche nel proprio tessuto sociale, in parte costretto ad abbandonare il territorio. “Oggi non basta più parlare solo di ricostruzione, è necessario che le forze di governo concentrino il proprio impegno sul rilancio economico del Belìce. Servono politiche concrete che offrano opportunità, sostengano le imprese, creino lavoro e trattengano i giovani”, ha dichiarato Nicola Catania, coordinatore dei 21 sindaci del Belice.
Le commemorazioni
Tra gli appuntamenti previsti per mantenere viva la memoria, è in corso nella sala Agorà di Gibellina (Trapani) la cerimonia d’inaugurazione di “Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea”, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Nella stessa giornata, a Partanna (Trapani), alle ore 18, nella chiesa madre, sarà possibile partecipare alla santa messa. A Santa Ninfa (Trapani), invece, alle ore 19.30, il consiglio comunale si riunirà per una commemorazione. Lunedì 19 gennaio, alle ore 11, nella chiesa madre di Poggioreale (Trapani), si terrà invece la santa messa presieduta dal vescovo di Mazara del Vallo.




















