In occasione dell’anniversario dell’8 gennaio, la memoria di Beppe Alfano torna a farsi viva nel cuore della Sicilia orientale, ricordata come uno dei cronisti più coraggiosi e scomodi della sua generazione. Trentatré anni dopo il suo assassinio, Alfano resta un simbolo di giornalismo investigativo, impegno civile e determinazione contro la mafia e le connessioni tra criminalità e potere nel territorio tirrenico messinese.
Chi era Beppe Alfano e perché è ricordato
Giuseppe “Beppe” Alfano, giornalista e insegnante, fu ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto nella serata dell’8 gennaio 1993, all’età di 47 anni, da tre colpi di proiettile calibro 22 mentre si trovava alla guida della sua auto vicino a casa.
Nonostante fosse soprattutto insegnante di educazione tecnica, Alfano collaborava con il quotidiano La Sicilia e con varie emittenti locali, dedicando molte delle sue inchieste a mafie, corruzione, appalti irregolari e intrecci tra criminalità organizzata, politica e massoneria. La sua determinazione a far emergere storie scomode lo rese presto un punto di riferimento per chi credeva in un’informazione libera e senza compromessi.
Il contesto dell’omicidio e le indagini
L’omicidio di Alfano è inserito nella dolorosa lista dei giornalisti italiani uccisi per mano mafiosa. Sebbene nel 2006 siano stati condannati in via definitiva esecutore materiale e mandante locale dell’agguato, molti aspetti della vicenda e dei mandanti rimangono ancora irrisolti, con richieste di verità e giustizia che continuano a emergere da parte dei familiari e delle associazioni.
La sua morte non fu un episodio isolato, ma piuttosto la tragica conseguenza di un lavoro di cronaca che aveva messo sotto la lente d’ingrandimento reti di potere, affari opachi e interessi mafiosi che funestavano la zona tirrenica della provincia di Messina.
Il valore della memoria e dell’impegno civile
Ogni anno, il ricordo di Alfano non si limita a una semplice commemorazione; assume il significato di promozione della legalità, educazione civica, e stimolo per nuove generazioni di giornalisti e cittadini. La sua figura richiama l’attenzione sull’importanza di un’informazione libera da intimidazioni e di un impegno costante per la trasparenza e la giustizia.
Evento a Barcellona Pozzo di Gotto per il 33° anniversario di Beppe Alfano
In occasione dell’anniversario della morte di Beppe Alfano, Barcellona Pozzo di Gotto dedica la giornata dell’8 gennaio 2026 alla memoria e alla riflessione sul ruolo del giornalismo e della società civile nella lotta alle mafie.
Programma dell’evento:
- Ore 9:30 – Cerimonia commemorativa con la deposizione di una corona di fiori davanti alla stele che ricorda il giornalista, alla presenza di autorità civili, militari e studenti.
- Ore 18:00 – Incontro pubblico presso l’Auditorium del Parco Urbano “Maggiore Giuseppe La Rosa”, dal titolo “Mafia, corruzione, affari. Dall’omicidio Alfano a oggi: quali sfide per la buona politica”, promosso dalla Federazione provinciale del Partito Democratico per approfondire il significato attuale dell’eredità civile di Alfano.
Questa giornata di riflessione e partecipazione riafferma l’importanza della memoria attiva, con l’obiettivo di mantenere viva la consapevolezza collettiva sull’impegno contro le mafie e per un giornalismo libero e responsabile.





















