Una ferita profonda che si è trasformata in un gesto di solidarietà concreta. Si è chiusa con il lieto fine la vicenda del furto del pulmino di LAB 360, spazio aggregativo di Palermo dedicato a bambini e giovani con disabilità gestito dalla cooperativa Idee in Movimento. Il mezzo di trasporto era stato rubato nei giorni scorsi e ritrovato in condizioni tali da essere ormai inutilizzabile. Dopo che i fatti sono stati resi noti, è arrivata una risposta che ha restituito speranza: Pippo Glorioso, segretario provinciale della CNA Palermo (Confederazione Nazionale dell’Artigianato), ha acquistato un pulmino nuovo da destinare ai ragazzi del centro.
Il racconto della cooperativa
A raccontare l’impatto emotivo dell’accaduto è Antonella Radicelli, presidente della cooperativa Idee in Movimento e del centro LAB 360. “Quando abbiamo saputo del furto abbiamo provato un dolore enorme. Non era solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento di autonomia, inclusione e libertà per i nostri ragazzi. Sapere che non poteva più essere utilizzato è stato un colpo durissimo”, ha dichiarato con commozione.
L’amarezza, però, ha lasciato presto spazio alla gioia inaspettata. La decisione del CNA di acquistare un nuovo pulmino ha rappresentato un segnale concreto di vicinanza, che dimostra come la solidarietà possa tradursi in azioni capaci di cambiare davvero le cose.
La comunità di Palermo che non volta le spalle
La presidente ha sottolineato come il gesto di umanità di cui sono stati destinatari in queste ore abbia lasciato un segno profondo: “Mi sono commossa due volte. La prima per la generosità di chi, senza conoscerci, ha scelto di sostenere concretamente i nostri ragazzi con un gesto così importante. La seconda per il lavoro instancabile e sensibile delle Forze dell’Ordine, che ringrazio di cuore: hanno dimostrato grande professionalità, umanità e attenzione”.
La cooperativa Idee in Movimento e il centro LAB 360 hanno voluto esprimere un ringraziamento collettivo a quanti hanno fatto sentire la propria vicinanza, confermando che da un episodio doloroso può nascere un esempio forte di coesione e responsabilità civile. “Siamo stati colpiti ma non lasciati soli. Da qui ripartiamo, per continuare a garantire ai nostri ragazzi il diritto di muoversi, vivere e sognare”, conclude Antonella Radicelli.






















