Nel 2025 i siti archeologici siciliani hanno registrato un boom di visite: tra i luoghi più gettonati dai turisti ci sono il Teatro Antico di Taormina, la Valle dei Templi di Agrigento e il Parco Archeologico di Neapolis (Siracusa).
Più di un milione di presenze a Taormina
In vetta – come si deduce dai dati relativi alle presenze nei siti archeologici siciliani per il 2025 – c’è il Teatro antico di Taormina che, con un milione e 53.151 presenze registrate da gennaio al 30 novembre, si conferma il sito più visitato. A visitare il Parco Archeologico di Naxos e Taormina, di cui è parte il Teatro, sono stati in 1.174.915: un lieve aumento rispetto al 2024, come dichiarato da Orazio Micali, ex direttore del Parco.
A seguirlo, c’è il Parco archeologico della Valle dei templi di Agrigento, che ha registrato invece un milione e 70 mila presenze. Con grande distacco nei numeri, il terzo posto spetta invece al Parco Archeologico di Neapolis con 590 mila presenze.
Gli incassi
I siti di Taormina e Agrigento sono vicine anche nei profitti per il 2025: mentre il Parco Archeologico di Naxos ha incassato 10 milioni e 830mila euro, quello della Valle dei Templi ne registra 9.285.000.
Le altre province
Degne di nota anche le presenze alla villa romana del Casale di Piazza Armerina, parte del Parco Archeologico di Morgantina: il 2025 qui si chiude con 313.612 presenze delle quali 271.844 solo nella villa.
Il quinto posto nella classifica dei siti più visitati va di diritto al Parco di Selinunte, il più grande d’Europa, con 295.404 visitatori per lo scorso anno. Anche Palermo, grazie al Museo Salinas, può dirsi soddisfatta dei risultati: il sito museale ha infatti registrato ben 216mila presenze.
Il problema della promozione per i siti minori
Nonostante i dati segnino un bilancio positivo per il turismo del 2025 in Sicilia, portano anche a una riflessione: sull’Isola i siti archeologici e storici, così come quelli museali, sono più che numerosi. Nonostante ciò, il turismo si concentra, come di consueto, in quelli maggiormente noti, tra i siciliani stessi, in Italia e all’estero. Un fattore che dipende, a sfavore dei siti minori, da una mancata promozione degli stessi, penalizzati nonostante la ricchezza che offrono, e da altre problematiche, legate, ad esempio, alle difficoltà negli spostamenti verso alcune province. Tra gli altri si ricordano il Parco Archeologico di Leontinoi e Kamarina.




















