A quattro anni dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, Palermo sceglie di accendere un riflettore sulla cultura ucraina. Non solo memoria e solidarietà, ma uno sguardo profondo su un Paese che, pur collocato sul confine orientale dell’Europa, è un bagaglio di identità, bellezza e senso di appartenenza da scoprire. Anche oggi che sta vivendo uno dei suoi inverni più difficili, tra attacchi sistematici alle infrastrutture energetiche e tentativi di spegnere la vita quotidiana nel buio e nel freddo, la società civile non smette di raccontarsi. E di resistere.
L’obiettivo delle Giornate della cultura ucraina
Le Giornate della cultura ucraina a Palermo nascono con un duplice obiettivo: mantenere alta l’attenzione su ciò che accade nel Paese e offrire uno spazio di condivisione alle tante persone che in questi anni hanno trovato accoglienza in Italia. Il programma di quest’anno ruota attorno a due parole chiave: casa e appartenenza. Molti cittadini ucraini hanno trovato nel nostro Paese un rifugio e, spesso, un nuovo inizio. Il capoluogo siciliano, da sempre attraversato da culture e approdi, si conferma luogo di dialogo e di incontro.
Attraverso linguaggi diversi – dalla fotografia alla letteratura, fino alla narrazione collettiva – si invita a riflettere sul legame profondo che unisce ciascuno alla propria terra, anche quando la distanza è imposta dalla guerra. Le immagini dei paesaggi ucraini diventano così strumenti di radicamento; una fiaba co-creata esplora il senso della famiglia; un libro autobiografico ripercorre la memoria attraverso l’album fotografico domestico; uno sguardo esterno racconta una zona ricreativa alla periferia di Odesa. Storie differenti, unite da un filo invisibile: il bisogno di custodire ciò che definisce l’identità.
Il programma
L’iniziativa ha il patrocinio del Consolato Generale d’Ucraina a Napoli e della Città di Palermo e il supporto di CESIE ETS IMMERSED (ESF+), Studio Legale Palmigiano e Associati ed Energyhub. Collaborano all’organizzazione l’associazione culturale “Wilder”, Cinema City Palermo, 89books, Palazzo Bonocore, CoopCulture Palermo, Alessi Pubblicità, il Dipartimento C.A.B.A. Ucraina e Roots Gallery.
Il programma, a cura di Kateryna Filyuk e Olena Moskalenko, attraverso l’arte e la parola, trasforma il confine in spazio di relazione. Ecco tutti gli appuntamenti.
Mostra fotografica “Il paesaggio Testimone”
20 febbraio ore 18 – Mostra fotografica “Il paesaggio Testimone” (di Dmytro Kupriyan e Bogdan Gulyay; curatrice Kateryna Filyuk) – Roots Gallery, Via Castrofilippo, 40.
La mostra riunisce fotografie manipolate di due fotografi ucraini che affrontano il paesaggio ucraino in modi profondamente diversi. Le stampe in bianco e nero su gelatina d’argento di Bogdan Gulyay sono sviluppate ma intenzionalmente non fissate. La loro instabilità materica richiama la fragilità della memoria, soprattutto quando è segnata da esperienze traumatiche come la guerra. Dmytro Kupriyan, al contrario, rivolge il suo sguardo al Monte Hoverla, la vetta più alta d’Ucraina, creando un’analogia con il sacro Monte Fuji in Giappone e con le sue iconiche raffigurazioni di Katsushika Hokusai. In entrambi i casi, il paesaggio, che sia urbano, segnato dalle cicatrici dei bombardamenti e dei colpi d’artiglieria, o bucolico, con i contadini al lavoro ai piedi della montagna, si fa testimone tanto della grande Storia quanto delle piccole storie umane.

Proiezione del film “Sanatorium”
26 febbraio ore 20 – Proiezione cinematografica “Sanatorium” (Regia: Gar O’Rourke; 2025 ‧ Documentario ‧ 1h 30m) – Officine Bellotti, Via Antonio Gagini, 31.
La vicenda del film si svolge a Odesa, nel sud dell’Ucraina, dove sorge l’ex complesso terapeutico sovietico degli anni Settanta — il sanatorio Kuyalnyk. Qui vivono e si curano persone in cerca di quiete, terapia e umanità nel pieno della guerra su larga scala scatenata dalla Russia. Attraverso l’osservazione dei pazienti e del personale, il regista indaga sull’intreccio del tragico e comico nella vita umana che continua anche quando le esplosioni risuonano in vicinanza. Il film segna il debutto alla regia del cineasta irlandese Gar O’Rourke ed è stato selezionato come candidatura irlandese agli Oscar (98ª edizione) nella categoria Miglior film internazionale. La proiezione sarà introdotta da Carmelo Galati, il direttore artistico di Cinema City Palermo.

Performance “Come Nasce una Fiaba”
27 febbraio 18.30 – Performance “Come Nasce una Fiaba” di Iryna Ozarynska – RADICI. Museo della Natura, Via Antonio Gagini, 23.
Irina Ozarynska presenta una performance interattiva sulla trasformazione della fiaba, basata su un’antica storia della creazione del mondo dei nostri antenati. È un viaggio che parte dalle più antiche rappresentazioni e osservazioni del mondo e della natura, dall’incarnazione delle forze naturali nelle creature fiabesche. È un percorso che esplora come la fiaba è giunta fino ai nostri giorni e quale funzione svolge oggi. Durante la performance, i partecipanti, insieme all’artista, creeranno la propria fiaba nel formato di un libro d’arte.

Presentazione libro “L’album blu”
28 febbraio 17 – Presentazione libro Yaryna Grusha, “L’album blu” in conversazione con Eleonora Lombardo – Palazzo Bonocore
Il libro nasce dalle riflessioni maturate negli ultimi tre anni come tentativo di rispondere alla domanda spesso posta dagli stranieri: perché l’Ucraina ancora una volta difende la propria indipendenza? “L’album blu” è una struggente testimonianza autobiografica e, al tempo stesso, una coraggiosa trasfigurazione narrativa della vicenda di un popolo, ma anche di tutti coloro che credono nei valori della libertà e dell’autodeterminazione. Il libro racconta la formazione e la crescita della nuova generazione ucraina contemporanea, erede di pagine storiche complesse e talvolta sbiadite, come vecchie fotografie. Romanzo pieno di fierezza e di poesia, attraverso le storie dei suoi protagonisti, apre uno sguardo sulla grande Storia e, con la forza della letteratura, chiede di prendere posizione.






















