Al centro della storia c’è Teo, un quasi trentenne, che torna nella sua città natale, Catania, esplorando i segreti della sua anima. Un ritorno fisico e soprattutto esistenziale, un aspetto che Insolia ha sottolineato: “penso che serva una grande forza per tornare, perché tornare significa anche tornare un po’ a essere ciò che eravamo quando eravamo bambini”.
Il ritorno non è mai privo di conseguenze, spiega l’autore: riattiva paure, fragilità, sguardi antichi, una regressione emotiva, un tornare a guardare il mondo con occhi spalancati e vulnerabili: “Tornare a essere bambini significa anche vedere il mondo con quegli occhi nitidi: tutto sembra più grande, tutto sembra più spaventoso”.
La vita potenziale e la magia dell’adolescenza
Uno dei temi più forti emersi durante l’incontro è stato sicuramente il concetto di “vita potenziale”; è qui che Mattia Insolia racconta come le amicizie nate nell’adolescenza abbiano una qualità irripetibile. “Quando siamo adolescenti siamo potenziali. Abbiamo la vita davanti, tante strade aperte. È una magia che non si può più ripetere”.
Il romanzo racconta proprio la frattura tra il periodo delle possibilità infinite e il momento in cui i sogni devono fare i conti con la realtà. E alla domanda ricorrente, che fine hanno fatto i sogni che sognavamo, Insolia sottolinea: “La letteratura ti pone delle domande, non ti dà risposte nette. Crescere significa imparare a scendere a patti con ciò che non è andato come immaginavamo”.

Un romanzo che resta aperto
Nel corso dell’incontro, Insolia ha ribadito più volte di non voler offrire soluzioni definitive e le numerose domande, alcune “anticipate” nel corso della presentazione del libro e altre che sorgeranno nel corso della lettura ma restano sospese, come pagine bianche prive di risposta. “La vita giovane” si muove proprio in questo spazio fragile tra ciò che eravamo e ciò che siamo. E all’interno del Monastero dei Benedettini, l’emozione del pubblico ha reso evidente quanto queste domande siano condivise.
Il tema del ritorno
Come ha suggerito Insolia, la vera forza non è soltanto andare via. A volte è proprio nel tornare che risiede il coraggio: guardare in faccia ciò che eravamo, e accettare che crescere significa non solo perdere qualcosa ma anche trovare una nuova forma di verità.


















