Tra oltre 700 manoscritti candidati, I giorni in cui Palermo bruciò di Michele Iacono è stato selezionato per il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026. Lo spazio dal 2022 accoglie infatti una categoria di self publisher all’interno della manifestazione. Per l’autore siciliano si tratta della seconda partecipazione alla kermesse, ma è la prima con un libro autopubblicato. Un’esperienza che lo ha un po’ stupito, in quanto l’opera non era stata apprezzata dalle case editrici. Nonostante ciò, è sicuramente soddisfatto di quanto realizzato e auspica che anche dal grande pubblico possa arrivare un riscontro positivo.
La trama di “I giorni in cui Palermo bruciò”
Il romanzo I giorni in cui Palermo bruciò di Michele Iacono è ambientato nella Palermo dei giorni nostri. Luigi Mariachiari vive con il nonno, un notaio che custodisce la memoria della famiglia. Un giorno il giovane scopre un manoscritto scritto da un antenato, Louis Marchand, amico di Napoleone Bonaparte, fuggito in Italia dopo la morte dell’Imperatore. Il ritrovamento diventa l’innesco di una vicenda oscura: l’opera attira interessi pericolosi, viene sottratta dai parenti oppressi dai debiti e il nonno muore in circostanze sospette. Infine, Luigi scompare. Ritrovato in fin di vita alla Vucciria da due senzatetto, il protagonista intraprende un percorso frammentato di sopravvivenza e ricostruzione della memoria.
Intorno a Luigi si muove una vera e propria “corte dei miracoli”, insieme a figure enigmatiche come lo scrittore Del Castillo. Quando la verità riaffiora, il giovane scopre di essere coinvolto in una guerra sotterranea tra logge massoniche rivali, dietro cui agiscono mafiosi, banchieri, politici e uomini di Chiesa. Tradito e braccato, il protagonista viene progressivamente risucchiato in una spirale di violenza e vendetta.
Napoleone come scintilla narrativa
L’idea del romanzo nasce, come spiega l’autore, da un desiderio storico-letterario. “Ho sempre pensato di scrivere qualcosa su Napoleone Bonaparte perché è una figura ambigua: prima rivoluzionario, poi imperatore. La sua storia è come una rivoluzione copernicana, perché alla fine ritorna esattamente al suo inizio”. Come il generale francese, anche il protagonista conosce un’ascesa e una caduta, in un movimento circolare che riporta tutto al punto di partenza. “Un libro così non può finire bene”, anticipa l’autore.
L’impulso narrativo si è sviluppato dopo la scoperta di alcuni volumetti ottocenteschi sulle memorie napoleoniche e, in particolare, di un riferimento contenuto nel testamento dell’Imperatore. Da lì prende forma l’espediente narrativo che conduce Louis Marchand in Italia e in particolare a Palermo, dove il cambio di nome e di identità diventa l’origine remota di una vicenda che esplode nel presente.
Nel romanzo, però, non manca la Sicilia in sé. La massoneria e mafia sono elementi strutturali della narrazione. Il manoscritto scompare perché è ritenuto portatore di un segreto ambito da ambienti massonici; la mafia entra in scena come strumento operativo, chiamata a svolgere il lavoro sporco. Sullo sfondo agiscono anche la Curia e i servizi segreti, in una rete di relazioni che attraversa la storia e la contemporaneità.
La “Palermo che brucia”
L’Isola diventa così un crocevia simbolico e geopolitico, inserito in un sistema di poteri che travalica i confini locali e restituisce un’immagine inquieta e stratificata del territorio.
Il titolo del romanzo non rimanda a un singolo episodio storico, ma a una condizione permanente. Palermo appare in superficie calma, ma attraversata da un incendio sotterraneo fatto di potere, collusioni e violenza. I luoghi simbolici della città – come i Quattro Canti – diventano spazi di passaggio tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto.
In questo contesto, la musica di Beethoven, in particolare l’Eroica, accompagna idealmente il racconto, rafforzando il parallelismo con Napoleone e con il tradimento degli ideali originari.
L’autore
Nato a Termini Imerese nel 1954, Michele Iacono si è laureato in Pedagogia presso l’Università di Palermo. Negli anni Novanta ha collaborato con la Fondazione Costa di Palermo come formatore nei corsi per assistenti sociali e ha insegnato Psicologia dell’età evolutiva e Tecniche di animazione presso l’Ecap. Dal 2009 è impegnato in una ricerca sulle dipendenze da internet.

Accanto all’attività di docente e saggista, Iacono ha sviluppato un percorso narrativo che comprende romanzi come Il bambino senza tempo, Checkpoint Charlie, L’imperfetta bellezza, Ciò che hanno visto le rondini, fino a L’esilarante storia di uomini tristi (2024). I giorni in cui Palermo bruciò è inoltre corredato da una copertina realizzata dall’autore stesso, tratta da un suo dipinto.
Dal 14 al 18 maggio 2026 Michele Iacono sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino nella Libreria dei self publisher, uno spazio dedicato dove è possibile vendere direttamente le proprie opere, confrontarsi con altri autori e incontrare nuovi lettori. Durante il fine settimana e il lunedì la libreria è ulteriormente potenziata per accogliere al meglio il pubblico.





















