Autrice di libri su moda e stile, blogger, consulente social di aziende internazionali, Sonia Grispo è una content creator dal sorriso sincero, un buonumore contagioso e 80mila di followers su Instagram. Nata a Catania nel 1986, si è trasferita prima a Roma e Milano, per poi stabilirsi a Londra, città che sognava fin da piccola, oggi racconta dal punto di vista di una “local”. Ha pubblicato diversi libri, tra cui i manuali di stile Come vivere alla moda e la serie The Little Pink Book dedicata a scarpe e borse.
Una catanese a Londra. Come ci è arrivata?
Mi sono innamorata dell’Inghilterra a 11 anni, con la prima di molte vacanze studio. Rimasi colpita dal suo aspetto multiculturale e multirazziale in un’epoca in cui non esisteva la globalizzazione. Poi però mi sono avvicinata per gradi: prima di vivere qui mi sono trasferita a Roma e poi a Milano.
Com’è nato il tuo lavoro?
Nel 2018, con mia sorella. Lei era già pubblicista e mi suggerì di lavorare per alcune testate online. Da sola aprii un blog che poi è diventato Trend & the City, il mio posto felice, un catalizzatore di moda, lifestyle e viaggi e insieme fondammo Spray magazine, una rivista cartacea e digitale che dirigevo per la parte artistica. Da lì mi contattarono le aziende per partecipare alle fashion week: MAC Cosmetics, Nike, Armani, per citarne alcune. Era il periodo in cui il Corriere della Sera scommetteva sui blogger mandandoli alle sfilate per un articolo al volo. In un momento in cui quel lavoro non esisteva, me lo sono inventato.
Cos’è il gruppo Italyane a Londra?
Una piccola comunità concreta all’interno della community virtuale, fatta di donne che si supportano nella vita in UK, e un modo per ampliare il proprio network. Il progetto è nato durante la pandemia per aiutare le italiane sperdute come me che non sapevano destreggiarsi tra vaccini e tamponi, poi si è evoluto in un gruppo che organizza eventi, meet-up, ma anche workshop creativi che prevedono un ticket e in cui possono essere coinvolti brand.

Quanto diventare genitore ha influito sul tuo lavoro?
La nascita di mia figlia, per come ho scelto di essere presente nella sua vita, ha modificato profondamente le mie abitudini lavorative perché al momento preferisco non viaggiare. Allo stesso tempo, però, mi ha dato una centratura e un metodo che, avendo lavorato sempre da sola, non possedevo. In più mi ha dimostrato che possiedo risorse fisiche e mentali di gran lunga superiori a quello che credevo.
Quanta Sicilia insegnerai a tua figlia?
Voglio raccontargliela come si deve, la mia Sicilia. Le devo spiegare che per noi catanesi l’Etna non è un vulcano ma una montagna, è una mamma e vibra, e che lei ha dentro tutta quella forza perché io gliel’ho trasmessa.
Cosa vedi nel tuo futuro?
Professionalmente mi piacerebbe diventare un punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in vacanza a Londra e visitare la città da local. Personalmente invece mi godo il presente. Ho delle radici salde ma non sono un albero, posso spostarmi. Continuerò a considerare la mia vita composta da più segmenti: sono Sonia, sono una mamma e sono una lavoratrice. Tutto quello che si aggiunge a questo non deve offuscare Sonia, né farla sbiadire nelle sfumature degli altri ruoli. Il segreto della mia felicità è la mia identità tutta intera.



















