Si tratta di una delle feste religiose più famose del mondo, con centinaia di migliaia di visitatori che si riversano tra le strade di Catania: le celebrazioni per la festa di Sant’Agata sono sicuramente uno dei fenomeni culturali più interessanti della Sicilia, tra devozione e tradizione popolare. Anche nel 2026 la cittadina etnea ha dato il via ai festeggiamenti, nonostante il dramma del ciclone Harry abbia provato a fermare una delle tradizioni più antiche d’Europa.
Sant’Agata e la sua enorme partecipazione
Sui social, prima della manifestazione, è diventato virale un video di un fedele che ai piedi della Santa pronunciava la preghiera “Non c’è acqua, nè bufera e nè tempesta, casca o’ munnu ca a Catania a febbraiu si fa festa”, che tradotto in italiano significa che le tempeste e l’acqua non possono fermare la festa di Sant’Agata, anche nel caso cascasse il mondo. Quest’anno, infatti, nei giorni antecedenti alla celebrazione, il ciclone Harry ha devastato la Sicilia Orientale, compresa la città etnea, che di tutta risposta ha portato avanti una manifestazione che ha rispettato le iniziative.
Sin dal 25 gennaio, le preghiere hanno visto Catania in fermento, con messe speciali a partire dal 30 gennaio in onore della Santa che hanno preparato la città ai veri e propri giorni di festa. Il 3 febbraio, oltre alla processione dell’offerta cera, si è vista la solita sfilata della carrozza del senato guidata da giovani: un simbolo chiaro, dato che i giovani saranno la guida del futuro e incarnano attualmente i valori della città. Sempre il 3 febbraio, la cittadinanza è stata allietata dal concerto del Conservatorio Bellini in piazza Duomo, luogo in cui ci sono stati i tradizioni fuochi d’artificio, con la presenza di migliaia di turisti e cittadini.
Lo street food e la chiusura delle celebrazioni
Non sono mancati musica e balli durante le giornate di festa, ma anche lo street food: Catania si è animata di stand piene di leccornie. I catanesi, durante la settimana di Sant’Agata, danno spazio alla loro tradizione culinaria tra le meno conosciute: i così detti “panini del camion”. I panini, preparati su un furgoncino ambulante, strabordano di patatine fritte, salse e ripieni di tutti i tipi, dai wurstel alle polpette di cavallo.
Il 4 e il 5 febbraio sono state contraddistinte dalle processioni notturne, con in particolare la messa dell’Aurora delle 4:30 in Piazza Papa Giovanni XXIII e la Messa Pontificale chiusa dai fuochi d’artificio alle 17 a seguito dell’uscita della Santa dalla basilica. Oggi, 6 febbraio, è partita un’altra processione, che percorre tutta la via Etnea, per poi avviare le messe all’altare di Sant’Agata per tutta la giornata di oggi e domani. Il 12 febbraio, invece, avverrà la conclusione della manifestazione, con la celebrazione solenne e la processione finale in Piazza Duomo.
Anche quest’anno la manifestazione ha accolto migliaia di presenze, anche se per i numeri bisognerà ancora attendere per i dati ufficiali.




















