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Palermo dice no alla tratta: marcia di preghiera nel nome di Santa Giuseppina Bakhita

Nella XII Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, la Chiesa di Palermo promuove un momento di riflessione e mobilitazione aperto alla città, richiamando il valore della libertà e della dignità umana.

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In memoria di Santa Giuseppina Bakhita, simbolo di libertà e dignità umana, la Chiesa di Palermo promuove un momento di riflessione e preghiera contro la tratta di esseri umani. L’iniziativa si inserisce nella XII Giornata mondiale contro la tratta delle persone, istituita da Papa Francesco. Martedì 10 febbraio 2026 si terranno una veglia e una marcia di preghiera aperte alla cittadinanza. Un’occasione per sensibilizzare su un fenomeno globale ancora drammaticamente attuale. La partecipazione delle istituzioni ecclesiali rafforza l’impegno condiviso contro ogni forma di sfruttamento.

La mobilitazione di Palermo

La veglia e la marcia di preghiera si svolgeranno dalle 20.30 alle 22.30, con partenza da piazza Nascé e arrivo in piazza della Pace, davanti alla parrocchia di Santa Lucia. L’iniziativa è promossa dalla Chiesa di Palermo e dall’Usmi diocesana, Unione delle superiore maggiori d’Italia. Alla manifestazione prenderà parte l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice.

L’evento richiama il messaggio di Papa Francesco, che fin dall’inizio del suo Pontificato ha denunciato la tratta come un “crimine contro l’umanità”. Il Pontefice ha più volte invitato la comunità internazionale a combattere il traffico di esseri umani e a prendersi cura delle vittime. La Giornata mondiale contro la tratta è stata istituita nel 2015 proprio per mantenere alta l’attenzione su questa emergenza. La memoria di Santa Bakhita diventa così un riferimento spirituale e civile.

La tragedia della tratta di esseri umani

La tratta di esseri umani rappresenta una delle forme più gravi di schiavitù del XXI secolo e coinvolge milioni di persone in tutto il mondo. Secondo i dati dell’Oil e dell’Unodc, circa 21 milioni di individui sono vittime di sfruttamento sessuale, lavoro forzato e altre pratiche disumane. Ogni anno, circa 2,5 milioni di persone cadono nelle reti del traffico di esseri umani, con una prevalenza di donne e minori.

In Italia, Caritas e congregazioni religiose femminili sono state tra le prime a intervenire a sostegno delle vittime. Nelle case famiglia gestite dalle religiose sono state accolte oltre 6 mila donne, offrendo percorsi di libertà e reintegrazione. Nonostante l’impegno, il fenomeno continua a crescere e a trasformarsi, da qui la necessità di rafforzare prevenzione, contrasto e programmi di reinserimento sociale.


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