Il 16 gennaio 2026 a Niscemi è rimasto impresso come un giorno che ha cambiato tutto. La collina ha ceduto e con lei è scomparso il Belvedere, uno dei luoghi più amati della città, un punto da cui generazioni hanno guardato il paesaggio della Piana di Gela e il mare all’orizzonte. Oggi, mentre la comunità prova a fare i conti con questa immensa ferita, arrivano parole che custodiscono memoria e speranza. La lettera di Franco Mongelli (Fidam Niscemi) è un racconto semplice e profondo di ciò che è andato perduto e di ciò che, si spera, un giorno potrebbe tornare.
Cara Niscemi…
Dal 16 gennaio 2026, quando la collina di Niscemi ha cominciato a franare, tutto è cambiato. Abbiamo perso una fetta della nostra città, proprio dove sorgeva il luogo più bello: il Belvedere, che guardava i campi Geloi di virgiliana memoria. Con esso sono andati via anche alcuni dei momenti più belli di ciascuno di noi.
Da lì si poteva ammirare uno spettacolo unico, che mutava con le stagioni. Si vedevano il mare all’orizzonte, le colline — ultime propaggini dei monti Erei — e i campi Geloi, sempre diversi: il verde che annunciava il risveglio della natura in primavera, il giallo accecante delle messi estive, il marrone del riposo della terra, il nero delle stoppie bruciate dopo la mietitura. E poi ancora la terra arida e arsa, preparata per la semina, in attesa delle prime piogge che aprivano un nuovo ciclo.
Ci sarà una nuova stagione anche per noi? Lo speriamo tutti, uniti in un abbraccio fraterno. Torneremo di nuovo al Belvedere, da cui si potrà ammirare ancora uno degli spettacoli più belli della nostra Sicilia. Franco Mongelli, Fidam Niscemi






















