Sembra ancora viva la possibilità di realizzare un aeroporto nella zona tirrenica del Messinese, un’opera di cui si parla da diversi decenni e che ha diviso l’opinione pubblica del territorio. Questa volta il progetto presentato dai privati ha mire più alte e punta ad ambizioni internazionali. La Sciara Holding LTD & Partners, guidata dall’amministratore delegato Fabio Bertolotti, infatti ha ufficialmente depositato la documentazione tecnica e amministrativa necessaria per avviare l’iter istruttorio finalizzato alla realizzazione di uno scalo intercontinentale.
Secondo la società, si tratta di un passaggio formale decisivo verso la nascita dell’Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo, provvisoriamente denominato “Giovanni Paolo II”, subordinato al via libera del Ministero competente.
Tra Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo
L’infrastruttura dovrebbe sorgere in un’ampia area compresa tra Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo, in un territorio affacciato sul mar Tirreno, di fronte alle Isole Eolie. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un hub di rilevanza globale capace di colmare il deficit infrastrutturale del Sud Italia, in particolare sul fronte dei collegamenti aerei a lungo raggio e della logistica merci.
Un investimento da oltre 1,6 miliardi
La Sciara Holding ha chiarito che l’opera non comporterà l’impiego di fondi pubblici. L’investimento complessivo stimato ammonta ad almeno 1,2 miliardi di euro per la realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale, a cui si aggiungono 450 milioni di euro per un impianto fotovoltaico dedicato. Dal punto di vista tecnico, il progetto prevede una pista di 4 mila metri, idonea ad accogliere i grandi vettori intercontinentali.
Il modello finanziario individuato è quello del project finance, con diritto di prelazione a favore dei soggetti proponenti. Una formula che affida ai privati la progettazione, la realizzazione e la gestione dell’opera.
Occupazione e compagnia aerea propria
Sul fronte occupazionale, le stime parlano di un impatto significativo: tra 80 mila e 120 mila posti di lavoro a regime, considerando sia l’indotto diretto sia quello indiretto. Bertolotti ha parlato di un vero e proprio “Rinascimento” economico per la Sicilia, sottolineando che tutte le procedure preliminari sarebbero state completate e che il dialogo con le istituzioni proseguirà nelle prossime fasi. Rimangono però i dubbi sulle cifre e sulla effettiva realizzazione dell’infrastruttura.
I dubbi sulla realizzazione
Come detto in precedenza, della costruzione di un aeroporto tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto si discute ormai dagli anni ’90. Ci si domanda innanzitutto come si concilierebbe la vocazione turistica dell’area che si trova proprio davanti alle Isole Eolie con il traffico aereo, l’inquinamento – non solo acustico – e gli ampi spazi che un’opera del genere richiede.
C’è da considerare in quale area andrebbe destinata effettivamente la struttura, essendo il territorio del Mela a ridosso delle Madonie, con molte colline e montagne, soggetto e forti venti e costellato di cittadine e paesi. Infine, da non sottovalutare è la presenza della Raffineria di Milazzo, la prima azienda privata siciliana in termini di fatturato e di occupazione, la cui presenza mal si concilia con un aeroporto per questioni di sicurezza.



















