Giangiacomo Magnani torna a vestire la maglia del Palermo dopo avere militato nella Reggiana per la prima parte della stagione. Il difensore, a cuore aperto, ha parlato in conferenza stampa di quanto vissuto in questi mesi, con la sua vita personale che si è intrecciata fortemente con quella professionale. La scelta di essere ceduto in prestito, infatti, è derivata da alcuni problemi familiari, che lo hanno costretto ad avvicinarsi alla sua città di origine. Adesso che il peggio è passato, il giocatore si è raccontato, prima di potere tornare a dare tutto sul campo.
Magnani racconta il periodo difficile
“Il mese di agosto è stato il mese più difficile della vita della mia famiglia”, ha ammesso Magnani, ripercorrendo il momento in cui alla moglie è stato diagnosticato un grave problema di salute. “Quando capitano determinate cose, l’unica cosa che puoi fare è esserci. È per questo motivo che ho comunicato al Palermo la decisione di fermarmi temporaneamente. Il club e i miei agenti poi hanno trovato una soluzione che mi permettesse di continuare a giocare, ma altrove. Tra le varie opzioni ho scelto Reggio Emilia per questioni logistiche. È una città piccola in cui tutti sapevano”.
La gente di Reggio Emilia gli è stata vicina, così come quella di Palermo, a distanza. E tuttora, la famiglia del difensore ha tanti sostenitori in tutta Italia. “Dopo mesi di cure, le cose stanno andando meglio. Non è ancora finita, ci vorranno anni per uscirne completamente, come sa chi c’è passato. Possiamo però guardare al futuro in maniera più serena. Mia moglie è stata forte, molto più di me, per cui devo ringraziarla. Se sono qui è merito suo. Era doveroso per me rientrare, non ci ho pensato un attimo. La speranza è che insieme ai miei figli possa presto venire in Sicilia”.
Il primo impatto al rientro a Palermo
Per Magnani è come iniziare una nuova avventura a Palermo. Quest’estate, infatti, non ha avuto modo di conoscere il tecnico Filippo Inzaghi e i nuovi compagni. Seppure fosse partito per il ritiro, infatti, non è praticamente mai sceso in campo. “Sono consapevole che adesso ci sono delle gerarchie diverse, ma sono a disposizione. Ho guardato le partite e penso che la squadra sia più solida rispetto allo scorso anno (quando arrivò nella sessione del calciomercato invernale, ndr). È una squadra con un’identità chiara, anche grazie a Inzaghi che dà tanto. Mi ha chiesto di essere un esempio e una guida nello spogliatoio”.
Infine, un messaggio ai tifosi che gli sono stati vicini in questi mesi e che ora potranno riabbraccialo allo stadio Renzo Barbera: “Mi auguro che sabato gli spalti siano pieni, i tifosi sono il valore di questo sport”.



















